Titolo: SERE D'AUTUNNO A FIRENZE Autore: MARIA CAPASSO Editore: UN CUORE PER CAPELLO Pagine: 100 Prezzo E-Book: € 1,49 Prezzo Carta...

Recensione: SERE D'AUTUNNO A FIRENZE

Titolo: SERE D'AUTUNNO A FIRENZE
Autore: MARIA CAPASSO
Editore: UN CUORE PER CAPELLO
Pagine: 100
Prezzo E-Book: € 1,49
Prezzo Cartaceo: € 10,00
Genere: COMMEDIA ROMANTICA
Serie: STAND-ALONE


SINOSSI UFFICIALE:

Come regalo di compleanno, Luigi regala a Sveva due giorni a Firenze. Sono innamorati, l'unico problema è la distanza: Luigi lavora per l'esercito. Il loro amore è così forte da superare tutto e progettare una vita insieme. In quei giorni a Firenze, baciati dall’autunno, Sveva compra una borsa in un negozio di oggetti usati: al suo interno sono nascoste delle lettere che risalgono alla seconda guerra mondiale. Dalle parole si capisce che si tratta di un amore mancato e minacciato dalle leggi razziali, e lettera dopo lettera i due ragazzi ripercorrono un’epoca dove i sentimenti non erano facili da vivere alla luce del sole.


GIUDIZIO COMPLESSIVO:

 E MEZZO = MOLTO BUONO



OPINIONE IN UN CLICK:

Un’emozionante storia d’amore tra passato e presente!

Romanzo breve e intenso che viene volutamente sviluppato grazie a un linguaggio poetico e ricercato, certamente di grande impatto ma forse troppo studiato e lontanissimo dalla realtà o da una possibile identificazione. L’autrice ha scelto di raccontare in poche pagine una storia non semplice che intreccia due coppie e due amori ben diversi anche se con dei lati in comune tangibili e ben narrati. I protagonisti giovani o vecchi hanno una linea di pensiero molto simile, per quanto l'autrice tenti di approfondire al meglio i loro caratteri non riescono a emergere in tutto il loro potenziale. Si punta su un lato emotivo ed emozionale forte e coinvolgente, riuscito alla perfezione e su una storia con tratti originali, anche se i molti elementi inseriti nel testo come i paralleli letterari, le due storie d'amore intrecciate e moltissimi input sui sentimenti sono difficili da sviluppare appieno in uno spazio ridotto. Il racconto ha in sé molto potenziale ed è evidente la bravura dell’autrice che ha studiato lo sviluppo nei minimi dettagli per renderlo impattante, forse non completo e sviluppato come ci si aspetterebbe, ma certamente donando al lettore una lettura dolce e sentita, piena di sentimenti e che riesce a distinguersi per stile e personalità!


ESTRATTO:

Le cose belle si trovano, non si cercano. E io dovevo ricordarti, nella speranza di ritrovarti. Un segno dal cielo che tu potessi ritornare per magia. Ed era successo. Il tuo primo messaggio. Le tue prime parole. Ho letto quelle conversazioni come un testo raro. Le ho fatte scorrere dentro di me. Mi hai accarezzato ancora prima di conoscermi. Mi hai presa ancora prima di essere per davvero tua. Sei entrato, sei uscito, e sei rientrato per restare. Non ci siamo cercati, ma ci siamo ripresi a tempo. I ricordi piano piano ritornano… Ho scovato una vecchia frase che scrissi per te: “Tu sei bellissimo. Non so da dove vieni e non so chi sei… ma sei bellissimo”. Ti verranno dei mal di testa, perché improvvisamente ti porterò indietro nel tempo. Ma credimi, amore, vale la pena rivivere la nostra storia. Nei voli tra le nuvole. Nelle cadute tra il fango. Tra i sorrisi e le lacrime. Ci siamo amati fin da subito, ma non l’abbiamo mai capito. Noi due con i primi incontri non siamo mai andati d’accordo. Eravamo diversi, ma in modo identico. Entrambi privi di parole. Entrambi tante parole mancate e non dette. L’inizio è stata la fase più dolorosa per noi. Ti ricordi quando mi dicevi che non ero abbastanza per te? Che non potevo darti quello di cui avevi bisogno, e che io ero troppo dolce per soffrire e affrontare una storia con te? Che entrambi avevamo bisogno d’altro. Io dovevo vivere la mia adolescenza. Tu eri nel pieno della vita. Io volevo vivere una storia che superasse le fiabe. Tu volevi qualcuno con cui vedere se potevi costruire qualcosa. Perché non ci credevi nell’amore. Non riuscivi a credere che si potesse sentire il cuore di qualcuno battere nel proprio petto. Tu consideravi la vita di coppia come una conoscenza, una frequentazione, e poi l’inizio di qualcosa che portava ad altro. Vedevi tutto come un programma calcolato, un progetto lavorativo. Non vedevi l’amore, vedevi solo ciò che potevamo essere io e te.




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