Marika, la nostra poliedrica blogger, mi ha coinvolto in questa sua idea " Calendario dell'Avvento Vittoriano" per il Nata...

AVVENTO VITTORIANO, 4° tappa, a cura di Eilan Moon, il mondo storico-artistico vittoriano, dalle ambientazioni, ai personaggi storici, alla cultura ottocentesca


Marika, la nostra poliedrica blogger, mi ha coinvolto in questa sua idea "Calendario dell'Avvento Vittoriano" per il Natale 2016.
Le tappe erano quattro, queste le prime tre:


Per la scrittura del mio ultimo romanzo dal titolo "Epistole sporche di sangue" ho dovuto concentrarmi molto sulle ambientazioni perché il genere che rappresenta questo libro è il noir. Come molti sanno, il noir trae la propria forza dal clima che si deve respirare attraverso la pagine del romanzo. Il vero protagonista deve essere l'ambiente ed ecco che non potevo fare una caduta di stile narrando qualcosa di sbagliato. Perché vi scrivo questo? Semplice. Il romanzo è ambientato nel lontano 1888 a Londra, nella città della Regina Vittoria alla fine del suo regno.

Provate a immaginare una città come Londra, immersa nell'oscurità e nella nebbia perenne. Non stiamo parlando della capitale che conosciamo ora, ma di un luogo dove i poveri erano davvero miserabili e dove i ricchi erano davvero terribilmente ricchi. La differenza delle classi sociali era talmente evidente in tutto che la popolazione si ritrovava divisa in modo fisico nella vita di tutti i giorni.

I lampioni a gas erano accesi tutto il giorno nel tentativo, purtroppo vano, di illuminare le strade e dipanare buio e nebbia. Da un lato c'era la zona ricca, dove le persone camminavano in modo sereno e percorrevano le strade nelle loro sontuose carrozze, dall'altra parte, nel profondo East End, c'erano i poveri che si muovevano in vicoli stretti e completamente neri, senza riparo per la notte e dove l'illegalità era divenuta cosa normale. In tutto questo esistevano uomini nobili che si annoiavano, passavano da un teatro all'altro, da un palazzo all'altro e da una festa a un'altra. Cosa c'era di meglio, per questi personaggi stanchi della loro ricchezza e annoiati dal mondo facile che era stato creato per loro da un'epoca dove le apparenze erano tanto importanti quanto effimere?

L’ispettore arricciò il naso. Era abituato al puzzo di piscio, di alcol e anche a quello del carbone, eppure a volte gli sembrava di dimenticarsene e che la nebbia aprisse una magica porta su un nuovo mondo fatto d’ombre e di carrozze contornate da aloni cadaverici. I suoni si attutivano d’improvviso non appena la caligine li faceva propri, gli incroci delle vie inghiottivano le persone che sparivano nel nulla, vittime di un’infernale maledizione.
La nebbia che, gravando sulle stradine dell’East End più che nel resto di Londra, forniva copertura ai ladri, celava le violenze e gli stupri, gli omicidi: ecco una delle più temibili avversarie nell'adempimento del proprio lavoro.

Eilan Moon "Epistole sporche di sangue", edito Bookabook 

Ecco che durante la fine dell'epoca vittoriana, appare la figura, poco conosciuta dai moderni lettori, dello slummer.
Lo slumming era l'attività malsana perpetrata da diversi ricchi di fini ottocento che prevedeva l'escursione solitaria e notturna nell'East End, in mezzo alla plebaglia. Perché mai facevano questo?
Provate a immaginare di sedervi sul vostro divano e guardarvi un bel film horror, o un serial televisivo di fantascienza. Per loro tutto questo era inconcepibile, quindi per provare forti emozioni andavano alla ricerca di quel che gli era sconosciuto e che poteva far loro provare il brivido della sfida, l'ansia dello sconosciuto, la paura per la propria vita. Insomma, l'epoca vittoriana non era solo fatta di merletti, grandi abiti colorati, corteggiamenti da romanzi rosa, candele, grandi alberi di Natale e famiglie felici sedute intorno a lunghi tavoli apparecchiati con carni pregiate.

C'era la Londra oscura, quella che nemmeno il Natale poteva illuminare.
C'erano le prostitute, i ladri, le bande criminali così simili a quelle moderne, c'era la polizia che non riusciva a gestire tutto e ad assicurare che la legge venisse rispettata. E c'era... Jack lo Squartatore.

Fu proprio in quegli anni che emerse questa figura tanto misteriosa e abominevole quanto affascinante e di cui tantissimi scrittori, registi e sceneggiatori hanno narrato, tanti lettori hanno letto, una persona che ispirò storie dell'orrore, romanzi fantasy, saggi, studi comparati, thriller e molto altro.

Lo Squartatore non era un riformatore sociale, né Bernard Shaw intendeva suggerire che lo fosse, ma si riconobbe, allora e da allora in poi, che i delitti provocarono una reazione scandalizzata da parte di chi fino a quel momento aveva trascurato o ignorato gli appelli dei riformatori tradizionali; per un breve momento suscitarono una richiesta di cambiamenti che, nel suo piccolo, avrebbe prodotto sia mutamenti sociali sia cambiamenti della struttura stessa della zona, ad esempio accelerando la distruzione di famigerati bassifondi. Ha scritto Jerry White:
 Dunque, nel giro di sei anni Jack lo Squartatore aveva fatto più di cinquant'anni di costruzione di strade, sgombero dei tuguri e incessante pressione della polizia, [interventi] degli amministratori della legge per assistere i poveri, parrocchie e ufficiali sanitari, per distruggere le case fatiscenti di Flower and Dean St.
 A quel tempo l'Inghilterra si trovava in una fase di transizione, abbandonando la pelle del vittorianesimo per entrare in un'era più moderna. Gli anni Ottanta dell'Ottocento, secondo Winston Churchill, segnarono la fine di un'epoca.

Paul Begg "Jack lo Squartatore: la vera storia", edito Utet.

Perché quest'epoca fu così interessante e tanto studiata e amata?
A mio parere proprio per questo abisso. Da un lato la luce e la ricchezza, dall'altro l'oscurità, il mistero, la povertà, la lotta per la sopravvivenza.
Il Tamigi, con le paludi che si estendevano nella zona settentrionale e meridionale, e il fiume Lea soggetto alla marea, che sfociava nel Tamigi, creavano frontiere naturali isolando l'East End dalle aree circostanti.

Questi sono gli anni dell'ipocrisia e della menzogna.  La maggiore prosperità, il progresso medico-scientifico, l'alfabetizzazione furono tutti segnali di progresso. L'idea di rispettabilità dominò tutta la società vittoriana, ma rispettabilità e perbenismo non potevano di per sé eliminare mali sociali quali la povertà, la crudeltà sui bambini, la prostituzione e lo sfruttamento dei lavoratori. I "peccati" vennero più semplicemente nascosti sotto un velo di ipocrisia. Gli animi dei vittoriani furono anche turbati dal conflitto fra religione e scienza: la teoria evoluzionistica avanzata da Charles Darwin nel saggio The origin of the species del 1859 scosse le fondamenta delle credenze più tradizionali e causò dispute e controversie che trovarono eco anche al di fuori del mondo scientifico, soprattutto nell'arte e nella poesia.

Per concludere vi lascio con una riflessione importante: perché mai proprio un momento storico di transizione, rivoluzione, un'epoca in cui il serpente cambiava pelle, ai nostri occhi appare tanto affascinante e in grado di stregare intere generazioni, in grado d'ispirare le più belle storie d'amore mai scritte e la più alta letteratura?






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