Ben ritrovati, miei lettori adorati! Come state trascorrendo queste piovose e fredde giornate novembrine? Io mi diletto ( si fa per dire...

ANTEPRIMA: Il sussurro del lago di Alessia Litta.


Ben ritrovati, miei lettori adorati! Come state trascorrendo queste piovose e fredde giornate novembrine? Io mi diletto ( si fa per dire) tra università, serie tv a cui ormai ho venduto anche l’ultimo briciolo di sanità mentale,  e nuove uscite libresche ( e che uscite!). E a proposito di libri imperdibili, in uscita a novembre, oggi sono qui per presentarvi il nuovo romanzo di una scrittrice italiana, già conosciuta per Vite sospese e Vento di Kornog ( due meravigliosi romanzi che vi consiglio assolutamente):  sto parlando di Alessia Litta, e della sua ultima creatura intitolata Il sussurro del lago. E permettetemi di spendere due parole per la scrittrice. Ci lamentiamo spesso che in Italia, ci siano tanti scrittori selfpublishing e che i loro prodotti siano di qualità- chiaramente- scadente. E su questo sono pienamente d’accordo con voi. Pero, c’è da dire che questi pregiudizi, scaturiti ovviamente da romanzi scritti da persone che non prendono seriamente il lavoro di scrittore, ci portano molto spesso ad ignorare quelle persone che realmente lavorano mesi e mesi e che  spendono ore ed ore a perfezionare un prodotto da sottoporre poi al prossimo. E io, questo lo chiamo in primo luogo rispetto verso il lettore che, anche se con una piccola somma, investe nella creatività dell’autore.  In secondo luogo, creare un romanzo completo di storia,  stile, padronanza della lingua e cover originale è un chiaro segno di professionalità. In ultimo, l’umiltà dimostrata dall’autore nell’accogliere critiche sia negative (scritte con criterio), che positive, è la ciliegina sulla torta per definirlo scrittore a 360°. Ora, premesso che questo è soltanto un mio punto di vista,  sulla base dei tre punti elencativi sopra, posso assicurarvi che Alessia Litta ha tutte le carte in regola per essere definita una SCRITTRICE e che le sue storie valgono tutti i soldi e il tempo del mondo. Detto ciò, vi lascio alla sinossi e alle informazioni generali.  
Leggetelo, non ve ne pentirete! 
Titolo: Il Sussurro del Lago
Autore: Alessia Litta
Genere: Romance
Prezzo ebook: 0,99€
Data di pubblicazione: 21 novembre 2016
Cartaceo: di prossima pubblicazione
SINOSSI:
Manon lavora in una libreria di Lione e vive in un piccolo appartamento. Raoul è un ex campione di rally e vive nella villetta di fronte. Quella che Manon desidera. I due si spiano di continuo. Lei pensa che lui sia arrogante e presuntuoso. Lui che lei sia eccentrica e fuori di testa. Eppure, quando sua madre lo invita sul lago di Annecy per l’inaugurazione del loro hotel, la Vigilia di Natale, Raoul non ci pensa due volte a proporre a Manon un accordo: se lei lo accompagnerà fingendosi la sua fidanzata, lui le cederà la villetta. Manon accetta. E sul lago di Annecy, tra paesaggi da cartolina, romantiche gite sotto le stelle e una sorpresa di Natale da togliere il fiato, Manon impara finalmente a conoscere le mille sfaccettature dell’uomo che l’ha condotta fin lì. Il cuore comincia a battere più forte, l’amore bussa alla porta. Ma ogni fiaba ha il suo lato oscuro. E presto Manon dovrà confrontarsi con il vero motivo per cui Raoul l’ha voluta con sé.


ESTRATTO
"Manon diede un’occhiata all’orologio. Mancavano dieci minuti a mezzanotte. Posò il libro sul comodino e andò alla finestra. Da quel lato dell’hotel non si vedeva il parcheggio, quindi era impossibile sapere se Raoul fosse rientrato o meno. Non l’aveva sentito per tutto il giorno e non aveva nessuna idea di cosa avesse fatto.
[...]
Nell’atrio salutò il custode del turno di notte, che ricambiò con uno sguardo interessato, e si diresse verso il salottino per gli ospiti.
Tutto era deserto e silenzioso. Guardando la sala ristorante vuota, i tavoli e le sedie allineati, le luci soffuse, sembrava che l’intero hotel fosse caduto in una sorta di incantesimo. All’esterno, nel flebile chiarore dei lampioni, si intravedeva qualche raro fiocco di neve. Manon restò a osservare la loro lenta caduta per qualche secondo, poi fu come se i suoi occhi venissero attirati in un punto preciso. Si voltò, e il cuore accelerò. Raoul stava sopraggiungendo dal corridoio della zona riservata allo staff.
Camicia nera sbottonata sul collo, jeans neri, passo sciolto e sicuro verso di lei, mandibola scurita da un filo di barba.
Si era sempre resa conto dell’avvenenza di Raoul, ma quella sera qualcosa nel suo sguardo, nella sua determinazione, le arrivò dritto allo stomaco.
Lui si avvicinò e sorrise. E lei sentì la tensione sciogliersi all’istante. Perché quando lui la guardava in quel modo era come se ogni cosa tornasse al suo posto, come se i tasselli disordinati del suo puzzle interiore trovassero la loro giusta e unica collocazione.
Raoul le prese una mano.
«Vieni» sussurrò.
Lei si lasciò condurre, l’esitazione che lasciava il posto all’attesa, chiedendosi se non avesse fatto male a dubitare. Chiedendosi se lui avesse intenzione di trasformarsi di nuovo nell’uomo dalle mille sorprese.
Quando Raoul varcò la porta della piscina, però, e superò le due colonne, lei si bloccò raggelata. E lo obbligò a fermarsi.
No, quello non era un altro sogno.
«Perché siamo qui?»
Lui trattenne la sua mano che voleva sfuggirgli, e la costrinse a entrare, poi chiuse la porta a chiave.
L’allarme dentro di lei crebbe in modo pericoloso.
«Cosa stai facendo?»
«La piscina deve restare chiusa di notte, per motivi di sicurezza, ma il custode è stato avvertito.»
«Avvertito di cosa?» domandò, la voce che si incrinava leggermente. «Raoul, fammi uscire da qui.»
Lui la guardò. «Perché?»
Lei non riuscì a rispondere. Spostò lo sguardo verso la vasca, il marmo lucido che la circondava, le basse transenne sulle quali era caduta la sera dell’inaugurazione.
Il ricordo dell’acqua che si richiudeva su di lei le fece salire la nausea.
«Lo sai che non mi piacciono le piscine. Non c’è nessun motivo per stare qui.»
«Certo che c’è.»
Lei serrò le labbra e, vedendo che lui si toglieva la camicia, represse un brivido."





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