Salve lettori e lettrici instancabili! Come procedono queste giornate autunnali? Siete riusciti a fare incetta di nuovi libri?   Io li sto...

RECENSIONE DOPPIA: RIVERSIDE E DOLLHOUSE DI BIANCA RITA CATALDI.


Salve lettori e lettrici instancabili! Come procedono queste giornate autunnali? Siete riusciti a fare incetta di nuovi libri?  Io li sto accumulando ossessivamente in pile disordinate visto che, in questi giorni non mi è dato leggere a causa della mostra che sto organizzando al Museo Archeologico  Nazionale di Napoli. Ma non vi tedio con reperti e scoperte varie. ASSOLUTAMENTE! Oggi, sono qui (come sempre) in veste di lettrice sclerata che cercherà di consigliarvi ( moooolto caldamente) l’acquisto e la lettura di qualche nuova storia.  E che nuova storia! Sto parlando dei romanzi di Bianca Rita Cataldi, una giovane scrittrice nostrana ( e si! Ci tengo a sottolinearlo) che mi ha piacevolmente sorpresa grazie a Riverside e Dollhouse.

Già dai primi capitoli di questa saga, incontriamo la bella Amabel Dickinson,  una giovane donna laureata in economia che vive da sempre a Riverside, insieme alla nipotina Magdalena e alla sorella, Rita. Conosce ogni angolo della città e si potrebbe dire che nulla le sfugge, se non fosse per uno strano edificio scoperto in un giorno qualunque. Proprio durante il ritorno a casa, finisce in una via che non ha mai visto, dove in lontananza scorge una costruzione in rovina che altro non è che una vecchia scuola.  Contro ogni aspettativa, decide di avventurarsi all’interno di quell’edificio in cui il tempo sembra essersi congelato alle nove e diciannove, e dove ogni singolo oggetto sembra essere pregno di magia. Tutto è rimasto immobile, come in attesa di qualcosa di grande e misterioso.  Però, mentre esplora la scuola, fa uno strano incontro:  si imbatte in Damian, un ragazzo di sedici anni che indossa la divisa scolastica e con il quale ha un alterco.
Una volta ritornata a casa tutto torna alla normalità anche se, qualcosa in quella scuola l’ha scossa.  E proprio la stanchezza,  e i dubbi che un luogo così strano le ha suscitato, spingono la protagonista ad  appisolarsi. Ma il suo risveglio  sarà una vera e propria sorpresa: non troverà  più traccia né della sorella Rita, né di Magdalena e come se non bastasse, in quella surreale realtà, è la professoressa di storia della scuola stramba che aveva visitato poco prima, la Lucretius Grammar School e Damian, altri non è che  uno dei suoi studenti più scalmanati.  Dopo un iniziale periodo di disorientamento, e di estraniamento alla nuova realtà  in cui viene catapultata, Amabel nonostante le stranezze, riesce ad ambientarsi, trovandosi finalmente a suo agio in quelle aule della Lucretius Grammar School che sembrano nascondere molto altro. Ma nonostante le amenità che quella realtà parallela può offrirle, la nostra bella professoressa  non si da pace nel continuare le sue ricerche, al fine di comprendere i meccanismi che si sono messi in moto per il suo strano viaggio e trovare un modo per tornare a casa. Però,  come Amabel scoprirà ben presto, forze superiori tramano nell’ombra  e per Riverside tutto potrebbe cambiare.

Con un linguaggio elegante, poetico e diretto, l’autrice ci narra una storia dai tratti onirici, surreali, e quasi fiabeschi.  Personalmente, ritengo che un grande plauso vada alla sua maestria  nel delineare i personaggi per nulla scontati e caratterizzati da una psicologia marcata e profonda che, toglie agli stessi quei limiti che dovrebbero ( in teoria) etichettarli come fittizi. Ci ritroviamo perciò, difronte ad anime pulsanti, vive, sanguinanti, difettose e pregevoli.  

Da Amabel, protagonista indiscussa,  che si presenta come una ragazza che oserei definire razionale, abitudinaria e amante di tutto ciò che può essere controllato, e di cui non vanno sottovalutati il suo animo sensibile, e il suo essere introspettiva; a Damian, ragazzo apparentemente ribelle, caotico e insopportabile, detentore di  un grande spirito ed un animo gentile; a Rachel, anima eccentrica e misteriosa.  Di questi due  romanzi, ho amato particolarmente l’atmosfera  chimerica e illusoria, ma allo stesso tempo realistica e concreta agli occhi di Amabel. In me hanno suscitato quelle emozioni di sogno e irrealtà che mi rimandano alla mente ricordi legati alla storia di Clara nello Schiaccianoci ( che ho amato sin dal primo momento); o un episodio di Doctor Who, intitolato Night of terrors, in cui i protagonisti si ritrovano in balia di una dollhouse.  Insomma, Bianca Cataldi a mio modesto parere, ha creato un nuovo genere, in cui si mescolano elementi fantastici, di formazione, e mitologici.
Lo consiglio? Assolutamente si! Non solo per la saga viscerale che ha deciso di scrivere, ma anche per il fatto che a scriverla è un’autrice italiana. Potrei mai non assillarvi nel leggere una così brava scrittrice che rende giustizia alla letteratura nostrana?



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