Cari amici del blog e appassionati di lettura, oggi mi trovo in compagnia di un'autrice unica nel suo genere, poliedrica e anche simpa...

BIANCA DANTE MARCONERO


Cari amici del blog e appassionati di lettura, oggi mi trovo in compagnia di un'autrice unica nel suo genere, poliedrica e anche simpatica: Bianca Dante Marconero.
La gentilissima Bianca ha accettato di lasciarsi illuminare dai raggi lunari e rispondere alle domande nel blog della luna. Ho conosciuto questa autrice grazie al suo romanzo Albion - primo di una serie- Da poco ha pubblicato un altro suo lavoro, di diverso genere: La prima cosa bella. Io ho letto e apprezzato solo il suo Albion, ma non mancherò di gustare anche le altre opere quanto prima. Per chi non conoscesse la storia di Marco Cinquedraghi, il giovane protagonista del sopracitato romanzo, consiglio di leggere la mia opinione -cliccare sulla cover per leggere-:


Invece per l'opera La prima cosa bella la sinossi è qui:




Ma veniamo a noi e all'intervista. Io e le mie collaboratrici abbiamo posto qualche domandina a Bianca e lei con molta gentilezza ci ha risposto; sono certa che non stiate più nella pelle, quindi entriamo nel vivo.

Diamo il benvenuto a questa brava autrice italiana. Grazie, cara Bianca per aver deciso di sottoporti al nostro terzo grado. Iniziamo subito con la prima domanda.

Parlaci di te, della tua vita e dei sogni –Chiara
Sono così tante cose insieme cha a volte mi confondo pure io. Ho la fortuna di avere un lavoro molto bello, in continuo movimento, dove creatività e rigore vanno a braccetto, e questo mi salva dal rischio di essere  solo una delle due cose. Non ho sogni particolari.  Spero il meglio per i miei figli, questo sì,  ma per il resto va bene così.


Cosa ispira maggiormente i tuoi romanzi? –Chiara-
La vita, direi. Io sono una di quelle persone che fissano gli altri e si inventano background. Vedo due persone sedute a un tavolino, noto  che non si parlano e cerco di immaginarmi il perché. E ascolto. Ascolto  tutto e tutti. 

Come mai questo passaggio dal genere fantasy ad uno young adult umoristico? –Andrea-
In realtà non c'è stato un vero passaggio, Albion è una storia con una certa dose di ironia. I personaggi di Dante e di Deacon per esempio sono gemellati.  In entrambi i libri c'è una specie di realismo magico. Se devo trovare delle differenze, sono nello stile.  La Prima Cosa Bella ha permesso una sperimentazione maggiore. In Albion c'è più rigore.  Ma credo che questo fosse implicito nel fatto che La Prima Cosa Bella è una storia in prima persona con un solo punto di vista, e Albion invece una storia in terza persona con cinque punti di vista. 


Quanto e cosa c'è di te nei tuoi personaggi e nelle loro storie? –Andrea-
La Prima Cosa Bella è una autobiografia romanzata, quindi in quel caso c'è davvero tantissimo. In Albion c'è un mio modo di vedere il mondo, e tutti i valori in cui credo. È sempre farina di quel sacco, insomma.

Qual è stata la prima cosa che ha ispirato il tuo romanzo fantasy Albion? –Andrea-
Pensavo a una fan-fiction su Merlin (la serie BBC), e un giorno mi capitò in mano una graphic novel, intitolata  Camelot 3000. E mi ricordai che, secondo la leggenda,  Artù rinasce nel momento del bisogno. Così a occhio, questo è per tanti il Momento del Bisogno. Ed ecco che è nata una storia sui cavalieri che rinascono ai giorni nostri.

Se dovessi scegliere un romanzo classico, quale sarebbe? –Marika-
David Copperfield. Senza pensarci.

Sei scaramantica? Se si, hai qualche particolare rito? –Marika-
Direi di no. Ho dei rituali però. Per esempio finisco un libro e me lo appoggio in testa e dico ad alta voce 'finito'. L'ho sempre fatto. Non mi ricordo perché ho iniziato, e non saprei dirti perché continuo a farlo.


Se fossi un personaggio Marvel o DC, chi saresti? Quale sarebbe il tuo superpotere? –Marika
Sarei Scarlet Witch, che cambia la realtà (il sogno segreto di quelli che scrivono)  e nell'universo DC farei in modo di entrare nel corpo delle Lanterne Verdi. 

Credi che in Italia il genere fantasy e relativi sottogeneri possa decollare come in America o rimarrà sempre una lettura di nicchia? –Eilan-
Il fantasy  italiano è stato un genere alto-vendente all'epoca dell'esordio della Troisi con le copertine di Barbieri. Ma uno dei problemi,  in Italia,  è che l'editoria manca di fantasia e di iniziativa. All'epoca, tutti i competitor tentarono di ripetere il fenomeno Troisi, reclutando scrittori bambini, bruciandone di fatto la carriera. Perché se lanci la gente senza paracadute, poco ma sicuro che si sfracella al suolo. L'ultimo decennio ha confermato la tendenza ad andare sul sicuro. Per non prendere rischi, gli editori hanno investito su opere clone di storie d'oltreoceano. Storie alla Twilight, per capirci, oppure alla Hunger Games. Se oggi è opinione diffusa che il fanatsy italiano non vale nulla ( anche tra i lettori di Fantasy) è perché nella maggior parte dei casi gli editori non hanno selezionato cose di valore. Ma solo storie che assomigliavano ad altre storie.  Questo naturalmente non vale sempre  e non vale per tutti. Tra i pubblicati dalle CE ci sono autori italiani che io stimo moltissimo come la De Winter, Falconi e Dimitri e ho sentito parlare molto bene anche di Tarenzi e della Randall. E se ci pensi nessuno di questi autori scrive cose che 'assomigliano' ad altre cose. Significa che il fantasy italiano esiste. E vale.

I grandi editori italiani puntano sul chick lit, il romance e il thriller perché nel nostro paese rappresentano i generi maggiormente letti e di conseguenza i più venduti. Tu li leggi? E perché, secondo te, l’italiano medio predilige proprio queste letture? –Eilan-

Non li leggo ma sì, credo che puntarci sia un altro modo di andare sul sicuro. E a differenza del fantastico per il genere chick lit e per il genere triller lo scouting  funziona meglio. Vengono scovate e promosse opere che ben rappresentano il genere, con alcuni ottimi spunti di innovazione.
Il libro della Giusti, per esempio, secondo me compie una meravigliosa rivoluzione dall'interno, perché pur rispettando i canoni del genere, insinua una sofferenza e uno spessore emotivo che rendono l'esperienza di lettura importante, anche per chi (come me) non divora questo genere di libri. 

Tra poco vedrai la tua nuova creatura di carta nelle migliori librerie. Cosa si prova quando si realizza un sogno? –Eilan-

Steve Jobs diceva che si passa la vita a tracciare puntini sulla carta, poi alla fine si uniscono e si guarda il disegno che è venuto fuori. Ecco. L'occasione capitata alla Prima Cosa Bella è un puntino su questo foglio. Contribuirà a un disegno, ma se sarà o meno un bel disegno te lo posso dire solo alla fine. Quindi risentiamoci per allora, Eilan, quando i puntini saranno tanti e il disegno sarà più chiaro. Ti offrirò una tazza di te e riparleremo insieme di cosa è stata la scrittura per noi due.



Ringraziamo con tantissimo affetto la nostra autrice Bianca Dante Marconero e le auguriamo il successo che merita e un futuro tra i pilastri del mondo letterario contemporaneo. Se qualcuno lo merita, questa è proprio lei.






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