Benvenuti miei cari lettori nel fantastico mondo di Odyssea . Il secondo romanzo di questa bella saga sarà disponibile in digitale su Amaz...

BLOG TOUR ODYSSEA, OLTRE LE CATENE DELL'ORGOGLIO DI AMABILE GIUSTI


Benvenuti miei cari lettori nel fantastico mondo di Odyssea. Il secondo romanzo di questa bella saga sarà disponibile in digitale su Amazon dal 17 Settembre ed io ho avuto l'onore di ospitare una delle sei originalissime tappe del blog tour di Odyssea, Oltre le catene dell'orgoglio nel mio piccolo angolino web.

La tappa di Storie di notti senza Luna è proprio la prima, onore doppio! Il calendario dell'iniziativa lo trovate subito sotto e vi consiglio, se non l'avete già fatto, di cliccare sui nomi dei blog partecipanti per visitare questi straordinari gioiellini ricchi di amore per la lettura.

Al termine del blog tour ci sarà l'estrazione, attraverso il programma RANDOM, del vincitore del giveaway legato al viaggio virtuale che compirà il romanzo. Per tutti i dettagli vi rimando alla sua presentazione nel blog dell'autrice Amabile Giusti a questa pagina:
Partecipare per vincere il premio non è difficile e ogni tappa è divertente e svela qualcosa in più sul seguito di questa saga tutta nostrana che non ha nulla da invidiare a quelle d'oltreoceano.

CALENDARIO BLOG TOUR

04/09 PAROLE DI CARTA (presentazione blog tour e del giveaway)
06/09 STORIE DI NOTTI SENZA LUNA (Tappa uno: primo capitolo di Odyssea Oltre le catene dell'orgoglio in anteprima, e relativo contest per la scelta della colonna sonora del romanzo)
08/09 STELLE NELL'IPERURANIO (Tappa due: intervista doppia in stile"Le Iene" a Jacko e Jordy)
10/09 IL RUMORE DEI LIBRI  (Tappa tre: il divertentissimo test: Qual è il tuo tipo ideale Jacko, Jordy, o Squartavene? )
12/09 SOGNANDO TRA LE RIGHE (Tappa quattro: dibattito sull'amore e i rapporti famigliari all'interno della saga)
14/09 ROMANTICAMENTE FANTASY (Tappa cinque: Citazione Day, un breve brano da tutti i romanzi della saga di Odyssea in super anteprima)
16/09 PAROLE DI CARTA (Tappa finale: approfondimento sulla scelta dell'autopubblicazione e sorteggio del vincitore del giveaway tra coloro che hanno completato il form)



Entriamo nel vivo della mia tappa perché sono certa che non state più nella pelle e bramate di leggere in super anteprima il primissimo capitolo di Odyssea, Oltre le catene dell'orgoglio.
Prima, però, ricordate di compilare la tabella qua sotto -se non l'avete già fatto nel blog PAROLE DI CARTA- in modo da poter partecipare all'estrazione del premio in palio. Tutti i campi sono obbligatori.

a Rafflecopter giveaway




Veniamo a noi e alla tappa del blog. Tra pochissimi istanti potrete leggere il primo capitolo di Odyssea, Oltre  le catene dell'orgoglio -state svenendo?- quando avrete terminato la lettura e assaporato ogni magica parola nata dalla penna di Amabile Giusti dovrete riflettere sulle sensazioni che questo passo vi ha lasciato e cercare di spiegarlo attraverso una canzone. Avete capito bene! Dovrete scegliere la colonna sonora che a vostro giudizio rappresenta meglio l'atmosfera della storia.

I dettagli a dopo, ora vi lascio a Odyssea, Jacko e l'incantevole mondo di Wizzieville.


1
PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Odyssea si osservò le mani e si accorse che tremavano. Strinse i pugni con energia, indispettita da se stessa e da quella puerile reazione. Non stava dimostrando un coraggio all’altezza della fama che si era meritata la scorsa estate. Affrontare il primo giorno di scuola non era certo pericoloso quanto combattere contro Squartavene e riportare a casa la pelle, viva anche se un po’ malconcia. Eppure, adesso, in procinto di affrontare quell’esperienza così comune per tanti altri ragazzi, non poteva negare di provare un’emozione molto simile al panico. Pur avendo sedici anni compiuti da un pezzo e una storia alle spalle che avrebbe fatto crescere in fretta anche un sasso, in quel momento si stava comportando come una bambina ancora odorosa di latte.
Non stai mica andando nella Foresta Tenebrosa. Quasi quasi te la fai sotto più adesso di allora. Sei decisamente assurda. Di cosa hai paura?
Be’, innanzi tutto detestava il suo aspetto. Era più magra che mai, alta come un lampione e tutta gomiti, ginocchia e spigoli acuti, senza nemmeno una morbidezza. La divisa prevista dal regolamento scolastico non la aiutava in alcun modo. Sembrava la parodia di una collegiale da telefilm del Mondo-altrove. Una gonna azzurra a pieghe perfettamente stirate, lunga fino ai polpacci. Una giacca dello stesso colore, con tre grandi bottoni di smalto dorato. Una camicia bianca con un colletto voluminoso, a metà tra un ventaglio e un collare. Una calzamaglia scura, tanto pesante da non rivelare neanche un’ombra di pelle, e scarpette basse, da bambola, di vernice blu pavone.
In quell’istante, Fagola le si posò su una spalla.
«Che ne pensi?» le domandò Odyssea «Sono bruttissima o solo brutta?»
La farfallina, con le ali d’un arancio carico in omaggio al sole che brillava fuori, si cimentò in un voletto danzante intorno allo specchio.

Non hai affatto l’aspetto che credi
brutta e bruttissima io non direi
non sto mentendo, sei tu che non vedi
mia dolce amica, che bella sei.
Hai l’innocenza di un giovane fiore
lunghi capelli di seta e oro nero,
è indubbiamente il tuo malumore
ad impedirti un giudizio sincero.

Odyssea sorrise, le sfiorò un’ala con un dito, e mormorò con tono malinconico: «Lo so che non menti, piccolina. È l’affetto che ti rende troppo gentile. Spero di riuscire a farmi degli amici. Con Lindia è facile, a lei non importa se dico stupidaggini o se non spiccico parola, lei da sola parla per due, per tre e anche per quattro, ma gli altri penseranno che sono una scema.»
Scrollò le spalle, continuando a osservare la ragazza riflessa nello specchio, che la contraccambiò con lo stesso gesto inquieto.
Fagola non smise di volarle attorno, donandole i suoi suggerimenti cantati:

Tace chi pensa, chi sogna e chi è saggio,
chi sa ascoltare anche un cuore sfuggente,
mostra il sorriso e prendi coraggio,
ch’esser ciarliera poi stufa la gente.

«Non lo so, mi guarderanno storto, te lo dico io. Se non è per il fatto che non sono spiritosa, sarà perché sono stata ammessa al quarto anno senza nemmeno un esame. La nonna dice che è normale, che è già successo, che sarebbe ridicolo costringermi a frequentare le prime classi dove si insegnano cose che io so fare schioccando due dita, ma credo proprio che mi sopravvaluti. Guarda, schiocco le dita e non succede nulla.»
Fece rintoccare pollice e medio con un colpo secco, quasi a voler dimostrare che aveva ragione a non considerarsi niente di speciale. Per tutta risposta il coperchio del baule ai piedi del letto si sollevò con uno scatto e il suo contenuto – una dozzina di abiti di Joyce tutti trine e merletti – prese a danzare una quadriglia nell’aria, i draghi dipinti sul paravento di raso emisero un ringhio, e i fiori intarsiati nel baldacchino divennero veri, sbocciando come pop corn color fragola.
Odyssea rimase a bocca spalancata e fece schioccare di nuovo le dita. I vestiti si tuffarono nel baule e il coperchio si chiuse, i draghi rampanti tacquero, e i fiori tornarono di legno scuro e lucido.
Fagola emise una risatina squillante, simile al suono di una nacchera d’argento.
«Be’, forse in fin dei conti la nonna ha ragione, però, come vedi, non li so controllare questi poteri. E se do fuoco a qualcosa? Ricordi quel giorno sulla veranda? Per poco non facevo del male a mamma, e non volevo, ti giuro che non volevo, ero solo arrabbiata per colpa di Jacko.»
Su quel nome arrossì istintivamente. Il pensiero di lui la fece sentire come se una mano invisibile le entrasse nel petto e le comprimesse il cuore fra le dita. Un leggero capogiro la costrinse a sedersi sul letto.
«Non lo vedo dalla Festa d’Autunno, te l’ho raccontato, vero? Quando mi ha fatto capire che mi vuole bene ma non è innamorato di me, e preferisce Letizia. Come dargli torto? Quella megera è scandalosamente bella, accidenti a lei. Sono sicura che questa stupida divisa non la fa sembrare uno spaventapasseri. Sai che nelle ultime settimane ho avuto la tentazione di andare alle scuderie per dirglielo? Per dirgli che… che lo amo intendo. Oh, lo so cosa stai per dirmi, piccoletta chiacchierona. La stessa cosa che mi direbbe mia madre, la stessa cosa che direbbe lui. Lo conosco da pochissimo, ho solo sedici anni, che ne so se lo amo davvero? Bla bla bla. Ma io lo so, però non ci sono andata, mi sono fermata sempre prima degli ultimi alberi. Mi avrebbe riso in faccia, credi che non lo sappia? Devo pensare a lui come un semplice amico…» emise un sospiro e fece una smorfia, come se qualcosa le procurasse un dolore fisico «Come se fosse facile… Quando pensi agli amici il cuore ti batte dentro il palato e le gambe ti diventano molli? Non credo proprio… Me lo spieghi tu come faccio a guarire da questa malattia? Come faccio a non amarlo più?»
Fagola stava per risponderle, quando sua madre comparve sulla porta.
«È ora di andare, vuoi che ti accompagni?»
Odyssea scosse il capo con decisione e Grace non insisté.
Poco dopo, con la testa piena e il cuore vuoto, vestita come un’educanda, i capelli sempre più lunghi a sfiorarle le guance, un broncio incrollabile sulle labbra, e Joyce che la salutava dal portone mandandole baci sulle dita di una mano, Odyssea uscì di casa per affrontare la sua nuova vita.

***
Davanti all’ingresso della Scuola Superiore di Magia Applicata di Wizzieville sostava una vera e propria folla. Più di un centinaio di studenti si trattenevano lì prima di entrare e il brusio delle loro chiacchiere era festoso e disinvolto. Le ragazze indossavano una divisa uguale alla sua, mentre i ragazzi portavano pantaloni azzurri, camicie con il colletto a punta, blazer con bottoni dorati lungo i polsini e stivaletti dello stesso splendente blu pavone.
Trasse un profondo respiro, tremando come una foglia, e s’incamminò. A mano a mano che si avvicinava notò che i primi gruppi, dopo essersi accorti di lei, si zittivano all’improvviso. Vide alcune ragazze fissarla con un misto di ammirazione e invidia, e i ragazzi rivolgerle sguardi amichevoli e intimiditi allo stesso tempo.
No, non sarebbe stato facile farsi degli amici.
Quando, in quell’anonima marea, scorse il viso familiare di Lindia si sentì sollevata. L’amica la riconobbe a sua volta e le andò incontro, con le gote rese turgide da un sorrisone.
«Eccoti qua!» esclamò, trascinandola da un braccio verso un capannello di ragazze.
A parte Helize, che sulle prime le parve un’altra persona poiché aveva i cespugliosi capelli arancioni accuratamente lisciati con una specie di brillantina oleosa, per Odyssea erano quasi tutte facce nuove. Lindia, da perfetta padrona di casa, fece le presentazioni.
Rana Olivis, una ragazza dall’aspetto autoritario, con un ordinato caschetto di capelli castani e spesse lenti ovali sugli occhi verde mare, le porse la mano con aria severa.
Verella Hamilton, una moretta con occhi grandi e liquorosi, le sorrise con fare gentile, e lo sguardo scuro che faceva il paio con il colore della sua pelle d’ebano le si rivolse pieno di affettuosa curiosità.
Hannah Bassus, bruna, piccola e robusta, la travolse con un abbraccio inaspettato. Odyssea ebbe l’impressione di averla già vista, forse durante la Notte delle stelle, sebbene allora nessuno avesse provveduto a presentargliela.
«Diventeremo grandi amiche!» esclamò Lindia eccitata.
«Sei stata ammessa al quarto anno», osservò Rana con tono infastidito.
«Guardate chi sta arrivando!» le avvertì Hannah. «No, Lindia, non girarti subito! Suo padre sarà stato anche un traditore, ma secondo me lui è il più…» Si interruppe, diventando purpurea sul viso già arrossato da una fitta coltre di brufoli. Rana emise una tossetta nervosa. Per un meraviglioso attimo Odyssea credette che stesse parlando di Jacko. Ma quando realizzò che Jacko non frequentava la scuola e suo padre era stato riabilitato, e pertanto non era più considerato un traditore, avvertì la vibrazione di una voce nota che pronunciava il suo nome.
Jordy Angel, assolutamente magnifico nella divisa che faceva apparire i suoi occhi ancora più azzurri, perfino più alto di quanto ricordasse, e di sicuro molto meno afflitto dell’ultima volta che i loro sguardi si erano incontrati, le rivolse un sorriso a tutta bocca. Era insieme a due amici, e non si poteva negare che formassero un attraente terzetto di giovanotti. Verella e Hannah spalancarono gli occhi incantate, e quest’ultima fu costretta a nascondersi dietro Rana per celare l’imbarazzo. Ma Rana non sembrava molto più in sé di lei. Era impallidita e aveva perso la sua espressione intransigente. Adesso sembrava soltanto timida.
«Ciao ragazze», disse Jordy. «Come stai Lindia? Helize, Rana, Verella, Hannah», sussurrò, abbozzando un inchino a ogni nome. Le ragazze gli risposero con uguale cortesia «Ciao Odyssea», concluse, puntandole gli occhi addosso con un sorriso perfetto.
«Ciao», rispose Odyssea, visibilmente a disagio.
«E così ti sei iscritta anche tu», continuò lui. «Sono proprio contento.» Altro sorriso, altra schiera di denti bianchissimi, altri occhi turchesi che si strizzavano un poco. Poi Jordy si voltò verso i suoi amici e Odyssea notò che uno dei due era il ragazzo che la sera della Festa d’Autunno l’aveva invitata a ballare. «Posso presentarti Gebediah Anders e Tullius Grey?» Quindi rivolgendosi a quest’ultimo aggiunse: «Tullius, non avevi qualcosa da dire a Verella?»
Su quelle parole, ignorando gli altri, Jordy la prese per mano scortandola in disparte.
«Non sai quanto io sia felice», mormorò. «Sapere che frequentiamo la stessa scuola è magnifico. Con te sento di poter parlare. Che giorni ho passato, però ora sono più tranquillo, almeno so che mio padre ha agito contro la sua volontà.»
Odyssea inghiottì a vuoto e si augurò di essere riuscita a mascherare lo stupore che aveva sentito sbocciare sul viso. Lei sapeva da fonte certa che Hamlet Angel aveva agito in assoluta corrispondenza con la propria volontà. Ma capì quanto fosse facile, e necessario, per Jordy credere alla versione del padre. Solo così avrebbe potuto continuare, nonostante tutto, a guardare il mondo senza abbassare gli occhi.
«Sono felice che tu stia meglio», disse Odyssea, evitando qualsiasi allusione al signor Angel, poiché nulla al mondo l’avrebbe indotta a fingere il benché minimo sentimento benevolo nei confronti di quell’uomo spietato.
«Ancora mi chiedo come abbia fatto Jacko O’Donnell a prendere quella documentazione, ma lascia che lo scopra e…»
Odyssea rabbrividì. Sperò non esistesse qualche magia in grado di leggere nei pensieri altrui, poiché altrimenti Jordy avrebbe visto la sua timida amica che si introduceva furtivamente nell’archivio del padre, con la complicità silenziosa di Clodoveo, e trafugava la busta sigillata nascosta nel forziere.
Per fortuna Lindia intervenne a liberarla da quella scomoda situazione.
«Allora, entriamo?» la esortò. «Non vorrai perderti la cerimonia d’inizio?»

* * *

L’Auditorium era una vasto locale circolare con alti soffitti di legno scuro. Il pavimento di marmo era ricoperto da centinaia di poltroncine di pelle rossa. Le pareti erano anch’esse rivestite di legno, ed eleganti applique di vetro, all’interno delle quali guizzavano fiammelle dorate, diffondevano ovunque una luce soffusa. Il lampadario sospeso era ancora più straordinario di quello che Odyssea aveva visto nella biblioteca. Immenso, pendeva in centinaia di piccole sfere color sangue sormontate da altrettante candele. Sembrava un gigantesco grappolo d’uva matura con acini di cristallo. In fondo alla sala, in leggera pendenza, si ergeva un palcoscenico drappeggiato da un fondale di velluto cremisi. Tutto il perimetro del palcoscenico e il corridoio centrale che separava le due lunghe file di poltroncine erano decorati da ghirlande di fiori, in cui si distinguevano il giallo vivo dei girasoli, l’azzurro tenue dei fiordalisi e il viola profondo delle orchidee.
Lindia continuò a guidarla tenendola per mano. Odyssea si sentiva sempre più agitata. Il mormorio spigliato dei ragazzi, le luci che si riflettevano sul lampadario, e la vista dei numerosi insegnanti che già riempivano la sala, disposti nelle primissime file, le avevano fatto aumentare i battiti del cuore.
Lei e Lindia, seguite dalle altre ragazze, trovarono posto avanti. Helize si guardava intorno, rivolgendo ampi saluti ora a destra ora a sinistra, con l’aria tronfia di una regina in carrozza. Verella era ancora con il ragazzo di nome Tullius, che le parlava tenendo la testa piegata da un lato mentre lei lo ascoltava sorridendo. Hannah s’era accoccolata su una poltroncina. Tirando a sé la manica di Odyssea, le domandò a bruciapelo e a voce alta:
«Ma come fai? Qual è il segreto per attirare l’attenzione di Jordy?»
«Innanzi tutto non essere brutte come te», esclamò alle loro spalle una sarcastica voce femminile. Odyssea si voltò di scatto, mentre Hannah rimaneva immobile, con le guance paonazze e un fremito nelle dita accucciate in grembo.
Accomodata sulla poltrona proprio dietro la sua c’era Letizia Sweettenam. I folti capelli rosso fiamma le scendevano sulla schiena in onde flessuose, e una mano leggera come un’ala spostava leziosamente una ciocca da destra a sinistra e viceversa. Come Odyssea aveva immaginato, l’uniforme le stava da urlo. Era seduta con le gambe accavallate, le labbra dipinte d’un pastoso amaranto, e si guardava intorno come se il mondo le appartenesse. Non si poteva negare che fosse strepitosa, appariscente come una rosa scarlatta in mezzo a un cespuglio di margherite, e quella consapevolezza gliela fece detestare ancora di più.
«Quando hanno distribuito la bellezza, tu stavi dormendo?» domandò Letizia, fissando Hannah come se fosse uno scarafaggio.
Odyssea avvertì uno spasmo di rabbia che l’attraversava come una scarica elettrica. La frase diretta a Hannah era cattiva, e il fatto che l’avesse pronunciata proprio lei ingigantì il suo risentimento.
«E quando hanno distribuito l’educazione, tu eri a pettinarti?» la provocò di rimando.
Letizia sussultò e strinse le labbra in una smorfia irritata.
«Non darti troppe arie, Odyssea Bennet, che pure tu quanto a bellezza lasci a desiderare. Se Jordy Angel si interessa a te è solo per i tuoi poteri, ma un vero uomo non lo troveresti nemmeno se andassi in giro con una calamita. Forse se mettessi un po’ di carne su quelle quattro ossa, ma così…» si sporse in avanti, con un sorrisetto da rettile, e le sibilò: «Se i ragazzi avessero voglia di accarezzare delle ossa si troverebbero uno scheletro, non pensi?»
Odyssea si girò ancora con impeto.
«E se volessero una più intelligente di te, si troverebbero un capra», aggiunse adirata, sotto gli occhi stupiti di Letizia che non si aspettava di suscitare una simile reazione.
Si rese subito conto che doveva controllarsi, perché correva il serio rischio di scaraventarla contro il lampadario, e ciò non avrebbe deposto a favore della buona impressione che intendeva fare la mattina del suo primo giorno di scuola. Così, si impose di restare ferma e zitta. Si sentiva rimescolata dentro, come se qualcuno l’avesse scrollata con uno shaker.
Bel modo di iniziare, bel modo davvero.
Ebbe l’impressione che alcuni ragazzi la osservassero, e quando udì la pressione delle mani di Hannah sul proprio braccio sobbalzò.
«Grazie…» sussurrò la ragazza rivolgendole uno sguardo riconoscente.
«Quella lì è odiosa», aggiunse Lindia che si era seduta dall’altro lato «Non so cosa ci trovi Jacko in lei. O meglio, lo so. Ma si stancherà quanto prima, l’ha già mollata una volta. Un bel corpo non basta se sei vuota come una zucca marcia.»
La voce del signor Mou rimbombò improvvisamente nella sala e indusse tutti al silenzio. Era in piedi sul palco e indossava un elegante vestito di velluto grigio.
«Egregi insegnanti, carissimi ragazzi… È con gioia e infinita speranza che dichiaro aperto il nuovo anno scolastico della Scuola Superiore di Magia Applicata di Wizzieville. Come tutti voi sapete, l’estate appena trascorsa ha arrecato diversi cambiamenti alle nostre esistenze. Eventi dolorosi e inaspettati ci hanno costretti a riflettere e a riprogrammare parecchie cose. Ma per fortuna adesso quasi tutto si è risolto. Da quest’anno abbiamo una nuova Preside, una persona che mi onoro di conoscere da sempre e che, ne sono certo,  assolverà al compito in modo eccellente. Pertanto ora lascio la parola alla carissima Augusta Corday.»
Un intenso applauso si levò dalla folla. Augusta era serena e sorridente e non sembrava per nulla intimidita. Dopo la morte di Pericle Thomasson e le terribili rivelazioni sul suo conto, il Consiglio le aveva offerto l’incarico e lei aveva accettato senza indugio. In un tailleur di seta verde, i capelli sciolti sulle spalle in morbide ciocche castane striate di bianco, salutò i ragazzi e gli insegnanti e si augurò di essere per tutti un punto di riferimento, invitandoli ad aiutarla e a consigliarla se avesse mancato in qualcosa.
L’intero corpo docente salì sul palco dopo di lei e Odyssea contò ventuno insegnanti. Alcuni di loro pronunciarono qualche parola formale. Quando gli applausi cessarono e il brusio tornò a prevalere, Odyssea capì che l’incontro era finito.
Lindia la prese sotto braccio: «Andiamo a leggere in quale sezione sei capitata. Spero tu sia con i Girasoli, così sarai in classe con noi».
Si avviarono insieme verso l’atrio. Sulla parete di marmo era appeso un rettangolo di legno scuro coperto da una sottile lastra di vetro. Dentro c’erano numerosi elenchi scritti con grafia chiara e rotonda.
Mentre si avvicinava ai tabelloni, Odyssea notò Stylo tra i ragazzi che leggevano con il naso in su.
«Ciao», esclamò stancamente il ragazzino dopo averla riconosciuta. «Ma come ti è venuto in mente di iscriverti?» Uno sbadiglio poderoso gli storse la bocca e le guance. «Sono di nuovo tra i Girasoli, che allegria. Non sopporto più quella professoressa Sailor, credo ce l’abbia con me.»
«Sei con noi!» strillò Lindia, mentre leggeva in un punto della bacheca. «Lo sapevo, ne ero certa! Odyssea è con noi!» ripeté ad alta voce girandosi verso la folla. Vide Rana stringere le labbra e abbozzare un sorriso cordiale come una fucilata, mentre Verella e Hannah batterono le mani con entusiasmo più sincero. Qualche altro studente della stessa sezione si avvicinò per farle le proprie congratulazioni. Odyssea stava per dire qualcosa ma, avendo esaurito la propria eloquenza con il discorsetto animoso fatto a Letizia, si ritrovò zitta e impacciata. A un tratto percepì qualcuno che le posava una mano sulla spalla. Il profumo intenso di Jordy la raggiunse prima ancora della sua voce.
«Oggi sono proprio felice», le confidò, senza aggiungere altro. Sparò lì quel commento, flautato, tenero, sottilmente malizioso. Poi si allontanò insieme ai suoi amici.
«Ma come fai?» Hannah la guardò con ammirazione, come se avesse assistito a un prodigio. «Mamma mia quanto è bello…»
«Smettila di fare la scema», dichiarò Rana, sistemandosi gli occhiali sul naso «Andiamo in classe, abbiamo la prima ora di Difesa contro gli animali pericolosi. Non è il caso di arrivare in ritardo.»
«Per te arrivare in ritardo significa essere lì con mezz’ora di anticipo», la prese in giro Verella.
Mentre si apprestavano a raggiungere l’aula, Odyssea udì la voce di Stylo che continuava a fissare il tabellone. Piangeva, e insieme era infuriato.
«Oh, no! Subito Incantesimi di base! Quella lì mi costringerà ancora una volta a lanciarmi dall’armadio! Come faccio a spiegarle che non ho capito come si fa l’Incantesimo d’Atterraggio Morbido? Io… la odio! Mi sa che mi bocceranno anche quest’anno.» 


Cercate la colonna sonora del romanzo -meglio se è in video da youtube- e condividetela con tutti attraverso questo facile modulo, dove dovrete inserire il vostro nome (quello che usate per seguire il blog) e nel riquadro sotto il link diretto della musica da voi scelta. In automatico, dopo aver confermato con il pulsante ENTER, vedrete comparire linkato appena sopra al form il vostro nome che porterà alla musica che avete postato e tutti potranno andarla a vedere cliccandoci semplicemente sopra. Dopo che avete fatto questo piccolo passaggio, lasciate un commento qua sotto con il titolo della canzone che avete pubblicato. Sarà Amabile stessa a decretare sul suo blog il 16 Settembre quale delle musiche da voi caricate è quella che incarna meglio l'anima di questo secondo romanzo. Il brano scelto diverrà la colonna sonora del book trailer che elaboreranno due accanite lettrici dell'autrice: Angela e Martina. L'utilizzo della musica verrà fatto compatibilmente con le norme che tutelano il diritto d'autore!

Scegliete con cura, mi raccomando e in bocca al lupo!












© 2017 - 2012 Storie di notti senza luna di Eilan Moon.

All Rights Reserved. Tutti i diritti riservati.
Licenza Creative Commons Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia. La distribuzione del materiale presente su questo blog è vietata senza previa autorizzazione dell'autrice. Per questo scopo potete contattarla attraverso il modulo di contatto. Tutte le immagini presenti sul blog sono state reperite nel web e successivamente rielaborate, qualora l'utilizzo delle suddette violasse un qualsiasi copyright siete pregati di farcelo sapere al fine di rimuoverle immediatamente.
Grafica creata da Eilan Moon. Powered by Blogger.