BENVENUTI LETTORI  alla conclusione della terza tappa del contest READ and WRITE ODYSSEA Per coloro che non sanno esattamen...

Brani fanfiction contest READ AND WRITE ODYSSEA DI AMABILE GIUSTI




BENVENUTI LETTORI 
alla conclusione della terza tappa del contest
READ and WRITE
ODYSSEA

Per coloro che non sanno esattamente cosa comportava questa divertente gara tra fans del romanzo ODYSSEA, OLTRE IL VARCO INCANTATO possono leggere in breve di cosa si tratta a questo link: READ AND WRITE
Tutto è nato dalla mente di Chiara del blog IL BLOG DI CHIARA e a lei mi sono unita io e e la brava Bliss del blog LIBRI PER PASSIONE.

Era questo un contest difficile ma che non ha spaventato le irriducibili super fans di Amabile Giusti che si sono letteralmente messe in gioco creando qualcosa di intenso e passionale come solo il nostro eroe Jacko poteva essere! Un grande ringraziamento va a queste ragazze che si sono impegnate tanto e hanno dimostrato che le parole create dalla magica penna di questa autrice nostrana non sono volate via con il vento di questo Maggio triste e piovoso, ma sono entrate senza bussare nei loro cuori per occupare un posticino speciale. I brani che hanno partecipato contendendosi una delle tre copie di Cuore Nero in palio sono cinque, uno più intenso e bello dell'altro. 
Come tutti i miei amati followers sanno bene Eilan Moon è cattivella quindi non vi dico ancora chi è la vincitrice, vi lascio leggere i brani con calma e attenzione e poi... svelerò l'arcano!
Ogni brano ha una immagine che lo rappresenta scelta dalla partecipante al contest perché incarni i sentimenti che le ragazze hanno provato nello scrivere i pensieri del misterioso Jacko: sono state molto brave anche in questo. I brani sono il racconto delle emozioni del protagonista maschile mentre dichiara a Odyssea il suo amore in un modo alquanto discutibile. 


Bando alle ciance e passiamo alle letture. I brani seguono queste parole del romanzo alla pagina 358.


Odyssea si allontanò da quella moltitudine festosa. Chiese alle lacrime di contenersi ancora per qualche minuto, ancora un po', finché la folla si fosse diradata e il silenzio e la solitudine avessero di nuovo steso un velo pietoso sulla strada.



Divisori by Follettarosa

BRANO DI ILARIA CASSANI

Mi stavo davvero arrabbiando, possibile che le fossi così indifferente? È tutta la sera che scappa da me e questo mi lacera il cuore. Fa male… La guardavo, si stava allontanando dalla festa, allora la seguii, la urtai, ma lei aveva gli occhi appannati, lucidi, quasi trattenesse lacrime. Perché piangeva? Dove diavolo pensava di andare? Avevamo una questione in sospeso di cui parlare, d'altronde mi aveva evitato tutta sera.
Quando parlai, quasi mi sorpresi della mia voce:
-    Cosa pensi di fare, eh? Scappare di certo non mi impedirà di seguirti e io voglio che noi parliamo..
perché solo il fatto che mi stai lontano mi ferisce più di un coltello nel cuore.
-          Ma dai? Jacko che mi cerca è una novità! Dopo che non si è fatto né sentire né vedere per quindici giorni. Che cosa vuoi da me? Sicuramente avrai avuto altro a cui pensare, per esempio a quella Letizia..
Accecato dalla rabbia la trascinai lontano da tutti, dove nessuno potesse disturbarci, solo allora parlai:
-          Che cosa stai cercando di fare? Vuoi litigare?
-          No, vorrei andare a casa, perché sono stanca, sfinita e mi stai facendo male, quindi lasciami andare il braccio oppure..
-          Oppure che cosa? Non mi parlerai più? Non ti degnerai di passare più in scuderia? Oppure mi tirerai uno schiaffo? Perché da quello che ho capito preferisci quel Jordy alla mia compagnia, preferisci il suo tocco al mio sicuramente più rude, sgarbato, anche dopo quello che abbiamo scoperto.. ti pavoneggi con lui, stai diventando sua… brava!
-          Proprio tu mi vieni a fare la morale! Stai con quelle galline che ti girano intorno, ti si strusciano addosso… sono odiose… vuote..
La mia ragazzina…
-          Ody, non sarai gelosa?
-          Jacko, non sarai geloso?

No, mi sto logorando al pensiero di te con un altro, non sai come mi sento dentro, cosa provo per te da quando ti ho vista, tu mi vedi per quello che sono davvero, non guardi solo alla facciata, scaldi un corpo che è restato spento e vuoto per molto tempo, che se ne frega di quello che pensano gli altri, ma a cui importa tantissimo quello che pensi tu. Come faccio a dirti che sono un codardo, che non penso di meritarti, ma che non riesco a staccarmi da te, perché penso di essermi innamorato… 
-          Cosa vuoi che ti dica, eh? Che sono follemente innamorato di te? Che per te morirei, che non tollero quando piangi perché ogni tua lacrima è una fitta nel mio cuore per il male che provo a guardarti soffrire? Che non so come faccio a passare giorni senza vederti perché quello che provo mi logora dentro, e solo quando ti vedo mi accendo, mi scaldo, vivo? Vuoi che ti dica che non ti merito perché tu sei tutto per me ma io sono un bastardo? Se vuoi sentirti dire questo allora si capisce che non mi conosci, che vorresti qualcun altro vicino a te.. e questo mi fa incazzare, perché vorresti Jordy,  vero? Vorresti lui qui con te?
Avevo tirato tutto fuori, l’avevo detto e con un tono sbagliato. Lei mi guardava con aria fissa, l’avevo spaventata con la mia boccaccia..
-          Non…ti riconosco più..
A quell’affermazione sbottai di nuovo.
-          Non mi riconosci? Come fai a non capire? Sei l’unica ragazza a cui ho fatto vedere ME, e non il Jacko che tutti conoscono, sono sempre stato me stesso, non ti ho illuso, ti piaccio, ma come tanti altri vuoi cambiarmi, rendermi diverso, fare di me un eroe che non sono… ti ho baciata e sicuramente sono stato il primo a sfiorare  quel fior di labbra ma è tutto qui, sei una ragazzina inesperta che non sa come comportarsi con un ragazzo, e allora cosa dovrei fare io?
Ody non fiatava, quindi continuai:
-          Poi cosa ne vuoi sapere, eh? Questo dimostra che sei solo una ragazzina, pensi solo a te stessa, non hai pensato che forse ero preoccupato anche per Breta? Con tutti i cambiamenti che ho dovuto affrontare!
 Con un soffio di voce disse:
-          Io ci ho pensato invece..
-          Ebbene, se vuoi saperlo, Breta sta bene ogni giorno di più e questo anche grazie a te.. ma non mi piace essere giudicato perché hai pensato che fossi diverso da come ti aspettavi. Non puoi giudicare la mia vita e le persone che frequento.
Lei teneva la testa bassa e guardando per terra disse:
-          Ok, vai pure, ho capito che non ti importa niente di me, sei stato molto chiaro.
-          Non mettermi in bocca parole che non ho detto perché non è vero, sei la persona oltre a Breta a cui tengo di più al mondo se no non mi arrabbierei così, ma non aspettarti frasi romantiche o un semplice ti amo perché sarebbe assurdo alla tua età essere innamorata davvero. Sarebbe follia.. e non dire che sono geloso di Jordy.. perché sai che non è così..
Davvero era così? Balle! Era geloso marcio, ma per adesso era così che doveva andare, perché lei doveva crescere, maturare.. Sperava che lo facesse il più in fretta possibile, perché solo il fatto di vederla in compagnia di altri ragazzi gli mandava il sangue in ebollizione. 
Le si avvicinò perché non resisteva a quella lontananza e la toccò in viso.. il battito gli accelerò ma non lo diede a vedere.. era in pace, felice, solo perché era con lei.
Allora lei gli disse:
-          Ok, davvero, sei stato molto chiaro, ti lascio ritornare dalle tue amiche.
 Lui le si avvicinò ancora di più:
-          Non dire sciocchezze Ody, io non ho amicizie femminili.
-          Era solo una battuta.
 Lui si allontanò un po’ da lei e guardando il panorama le disse:
-          Dai, torniamo alla festa, così ci divertiamo un po’ no?
-          Certo dai, così ballerò un po’ con quei ragazzi che mi hanno chiesto un ballo o solo una chiacchierata o chissà… erano molto carini… in fondo l’hai detto tu no? Vedi di crescere, impara a dare baci decenti, e poi, forse, ne potremo parlare.
 In quell’istante rimase di stucco, pietrificato, non voleva che nessuno le si avvicinasse, ma in fondo era quello che le avevo detto lui e non vedeva l’ora di vederla più forte, coraggiosa e donna..
Perché questa è la mia ragazzina che diventerà una donna fantastica.. A questo pensiero mi uscì un sorriso sincero, con occhi luminosi, vivi, per lei...
Con quel sorriso la lasciò, si girò e si incamminò offrendogli la sua visuale e sapendo con certezza che non sarebbe stato lontano da lei.

Divisori by Follettarosa

BRANO DI JENNY


Maledizione! É tutta la sera che mi evita, e io odio essere ignorato da lei.
Adesso basta, sono stufo dei suoi capricci: se l'unico modo per far sì che mi ascolti è quello di prenderla per un  braccio e trascinarla via, sarà quel che farò, pensò Jacko avanzando verso Odyssea che si stava facendo largo tra la gente per sfuggire alla festa .
Era talmente concentrata sui suoi pensieri che sbatté contro di lui.
I suoi occhi sono gonfi e sull'orlo del pianto ...no Jacko non farti impietosire, non farti accarezzare dai sentimenti!
<<Cosa ti passa per la testa? >>
<<Non mi passa niente per la testa, voglio tornare a casa>>disse Odyssea.

Non mi sono neanche reso conto che le ho fatto la domanda ad alta voce.
L’ho trascinata via. So quello che devo fare! Chi si avvicina a me non fa altro che soffrire... i miei genitori, Breta… Charlton. Ody deve vivere la sua vita, fare nuove esperienze. Io non sono l'uomo giusto per lei, non messo a confronto con quello stramaledetto Jordy, apparentemente gentile e sempre ben educato, ma io so chi è lui in realtà… Io non porto nessuna maschera, non sono nessun altro che io, che vi piaccia oppure no! Non lascerò che lui  giochi con il cuore di Odyssea.
<<Non sarai geloso di Jordy?>> chiese Odyssea.
Jacko la guardò con aria sdegnosa e la sua amica aggressività si fece viva, per salvarlo dalle sue vere emozioni.
Non ammetterò mai di esserlo!
Jacko riprese a parlare ma le parole che pronunciava non erano quelle dettate dal cuore.
<<Ti piacerebbe che ti dicessi che è cosi, vero? Ti piacerebbe che ti dicessi che mi sono innamorato di te e che ogni volta che ti vedi con quello mi ribolle il sangue >>
Dio sa cosa sarei in grado di fargli....come ti guarda... e tu come guardi lui....
<<Forse ti sentiresti felice se ti dicessi che non ho mai provato niente del genere per una ragazza>>
No, nessuna ragazza mi fa arrabbiare così, ma nessuna mi ha mai toccato il cuore come hai fatto tu. Non mi piace sentirmi vulnerabile per un sentimento ... per una ragazzina...
<<E che sono letteralmente terrorizzato da quello che provo per te>>
Dio, Ody, tu non puoi immaginare quanto. Quando per molto tempo la gente ti evita, ti addita, lasci che i sentimenti si soffochino. Ho lasciato i sentimenti a chi se li può permettere.
<<E che solo il pensiero che ti possa accadere qualcosa… >>
Se stai con me ti succederà inevitabilmente, i miei guai cadrebbero anche su di te, e la gente che ancora non si fida di me non si fiderebbe più di te.
Tu sei speciale, e puoi fare molto per tutti noi... 
<<O che tua madre decida all'improvviso di portarti via mi fa star male da morire?>> 
Non potrei più vivere senza la tua presenza.
<<E che ti odio anche perché penso che x te sia solo una cotta da ragazzina e invece io ti amo come un pazzo>>
Dio, se ti amo!!
<<E non sono geloso di Jordy>>
Ma chi prendo in giro? Lo ucciderei .
Posai la mano tra i capelli di Ody come se una forza mi attraesse a lei,  volevo toccarla. Vorrei che tra noi fosse diverso.
Il suo profumo di pulito, l'aroma del suo balsamo. Sentii anche il bisogno di stringerla a me era troppo forte. 
Ma l'accostai solo.
L'avrei stretta a me, l'avrei baciata senza lasciarla più andare.
Tornammo alla festa ma nulla fu come prima: come poteva esserlo? L'avevo ferita e rifiutata.
Le ho detto addio mentre il mio cuore gridava ''ti amo Odyssea … siamo destinati a stare assieme''.

Divisori by Follettarosa

BRANO DI MAGGIE DE GREGORIO

Jacko era a pochi passi da lei e la cercava.
La fiamma della rabbia e, inconsapevolmente per lui, della gelosia e del desiderio, dilatava le pupille nei suoi occhi.
Lui non poteva sopportare che Odyssea lo evitasse. Di norma, ne avrebbe gioito, dato che ricercava continuamente l'indifferenza del mondo, ma quella in cui si trovava non era certo una situazione che poteva definire "normale". 
Jacko intravide Jordy tra la folla e, istintivamente, strinse le mani a pugno e il suo sguardo corse rapidamente a cercare Odyssea nelle vicinanze, non trovandola. 
No, non gli era per nulla sfuggito il gesto così plateale che Odyssea aveva compiuto per riabilitare quel… quel babbeo agli occhi della gente!
Doveva assolutamente trovarla, urlarle contro tutto ciò che pensava. La rabbia lo accecava a un punto tale da non riuscire, o forse da non volere, capire perché lo stomaco gli si contraesse a quel modo, al solo sapere di essere entrambi nello stesso posto.
Innervosito oltre ogni limite, Jacko gettò una rapida occhiata attorno a sé e quando trovò l'oggetto dei suoi desideri…. desideri? Ma cosa diamine andava pensando?!? 
Scosse la testa ancora più inviperito di prima e puntò i suoi occhi verso la ragazza. Non si accorse neanche che i suoi piedi si erano mossi da soli, fin quando non urtò Odyssea con un braccio.
Bastò quel contatto per avvertire una scossa espandersi, infida, lungo la colonna vertebrale.
Ignorò anche quella e andò dritto verso la sua strada, trascinando con sé la ragazza e rispondendo a tono alle sue parole.
La ascoltava parlare e la guardava dritto negli occhi. Adorava vederla reagire in modo così passionale e rabbioso. Il punto è che lui amava provocarla, ne assaporava le reazioni come fossero miele. Lei neanche si accorgeva del sarcasmo che colorava le sue parole, di come prenderla in giro lo soddisfacesse.
La magia del momento s'interruppe, però, quando Odyssea ribatté alle sue parole con una domanda insidiosa e fastidiosa: "E tu non sarai geloso di Jordy?". 
Forse fu il tono che lei usò, il modo, o la speranza riposta in quella domanda a farlo reagire. Probabilmente non lo sapremo mai. 
In quell'istante qualcosa in Jacko si spezzò, provocandogli dentro un rumore sordo.
Rumore che poté udire solo lui.
Dopo lo sconcerto iniziale, la rabbia prevalse… ancora una volta. E ciò che le urlò contro con disprezzo e cattiveria, fu solo una verità che lui stesso faticava ad accettare. 
Una fatica dovuta alla paura. 
Paura che, per lei, una ragazzina, fosse solo un gioco. La prima banalissima cotta che sarebbe evaporata dinanzi all'insistente corteggiamento di quel damerino di Jordy Angel.
Paura di ciò che avrebbe significato per Jacko, stare con lei.
Paura di ciò che avrebbe pensato la gente nel vederli insieme.
Paura di trascinarla nel proprio mondo oscuro, perché c'era un lato di se stesso che Jacko temeva più di ogni altra cosa al mondo. 
Un lato alimentato dalla magia dei suoi poteri e dalla rabbia esplosiva che facilmente gli infiammava l'animo. Per questo lui si sentiva come Levante: oscuro e selvaggio, ma ne invidiava la libertà. Jacko probabilmente sarebbe sempre stato schiavo prima del pregiudizio e poi dell'indifferenza che il mondo magico gli aveva riservato. O semplicemente, schiavo dei limiti che lui stesso s'imponeva.
Soprattutto con Odyssea.
Lei che era rimasta immobile dinanzi alla sua imponente figura, gli occhi spalancati, lucidi per le lacrime che a fatica probabilmente tratteneva.
Per Jacko era doloroso sapere di essere l'autore di quella sofferenza. 
Avrebbe voluto abbracciarla forte, stringerla al proprio corpo fin quasi a fondersi con lei e percepirne il calore attraverso gli abiti.
Avrebbe voluto coprire quella bocca sottile di baci appassionati. 
Confessarle tra un bacio e un altro, che era realmente geloso di lei. Che non sopportava di vederla accanto a Jordy, che la sola idea che lei sparisse per sempre dalla sua vita lo rendeva inquieto e lo faceva sentire fragile, in un modo che non aveva mai conosciuto, contribuendo ad accrescere la sua rabbia.
E voleva anche scuoterla e urlarle che sì. Sì, dannazione! L'amava così tanto da faticare a respirare a volte! Come poteva non vederlo?
E la odiava. La odiava perché lei non si considerava niente di speciale e invece per lui, era l'essere più straordinario che avesse mai conosciuto. E la voleva solo per sé.
Ma non poteva…
Proprio no…

Divisori by Follettarosa

BRANO DI LARA FORTE

Eccola, finalmente l’avevo trovata, la raggiunsi e l’afferrai per un polso deciso ad allontanarla da tutta quella gente, deciso a parlarle, ero stanco di essere evitato, stanco di vederla ridere con tutti, scherzare mentre a me erano riservati solo facce arrabbiate e sguardi sospetti. Ogni volta che ci trovavamo insieme uno dei due finiva ferito, sanguinante, colpito, furibondo. Infatti ecco che anche questa volta i suoi occhi mi guardavano accesi dalla rabbia, le sue labbra si piegavano e mi gridavano contro, mi accusavano di essere geloso, il suo corpo si divincolava dalla mia stretta, cercava di allontanarsi. Ed ecco la solita accusa di gelosia. Sì, ero geloso, ero geloso di un ragazzino imberbe che era capace di fare solo quello che gli diceva suo padre. Ero geloso di tutte quelle persone che potevano abbracciarla e stringerle la mano così tranquillamente. Ero geloso di tutti coloro che lei avrebbe baciato e amato quando avrebbe capito che quello che provava per me era solo una cotta da ragazzina. E sopra la gelosia la rabbia perché avrei tanto voluto che lei mi vedesse, vedesse veramente, per quello che ero, per il cattivo ragazzo che tutti allontanavano e non per l’immagine di eroe romantico che lei aveva dipinto nella sua mente. Rabbia perché era vero, adesso potevo avere tutte le ragazze di Wizzieville, ma era solo lei che volevo. Lei e nessun’altra e avevo il terrore e la speranza che lei potesse capirlo. E mentre mi guardava con quegli occhi arrabbiati, dietro cui si celava la delusione, continuavo a stringerle il polso perché non potevo lasciarla, non riuscivo a farlo anche se ancora le urlavo contro tutta la mia rabbia, e il terrore che avevo provato quando l’avevo stretta a me mentre rischiavo di perderla per sempre. Quando finalmente quel fiume in piena di parole si acquietò la guardai. L’avevo sommersa, trascinata e adesso abbandonata lì. Le accarezzai i capelli sperando, pregando, che quello che provavo per lei in qualche modo le fosse giunto, avesse capito che, sì, l’amavo ma forse lei non era ancora pronta a farlo. Aveva solo sedici anni, chi ero io per pretendere il suo amore? Le sorrisi quando cercò di fare una battuta, poi mi allontanai, quello che dovevo fare era semplicemente togliermela dalla testa. In qualche modo sarei riuscito a farlo.  

Divisori by Follettarosa

BRANO DI LEDI

Non sopporto che scappi da me, non sopporto che non si avvicini a me e non mi parli, che non possa vedere i suoi occhi o sentire la sua voce, per me è uno strazio.
Dal primo momento che l'ho vista ho capito che era soltanto una bambina che aveva appena aperto le porte alla vita, e dell’amore, si vedeva nei suoi occhi, sapeva solo il significato del dizionario, ma tutto questo non mi è bastato perché comunque, inevitabilmente e straordinariamente, mi sono innamorato di quella creatura così fragile che ogni volta che la toccavo o sfioravo avevo il terrore che si frantumasse e sparisse sotto i miei occhi. Perderla sarebbe come una caduta in un burrone freddo e lunghissimo da cui non mi sarei mai potuto salvare neanche con la magia, l'angoscia e i ricordi con lei non mi lascerebbero mai. Donerei la mia vita per lei. Crede di amarmi ma è così inesperta che farmi avanti con lei mi ridurrebbe solo a pezzi, mi rovinerebbe, mi ucciderebbe perché mi amerebbe come un bambino ama il nuovo giocattolo ricevuto a Natale, sarebbe contenta le prime settimane ma poi perderebbe curiosità e mi lascerebbe da solo per sempre e l'unico che ne soffrirà e starà male sarò io, rimarrò con niente.
Vorrei starle il più lontano possibile, ma è impossibile riuscire a resisterle. Appena la vedo i miei piedi iniziano a camminare verso lei. L'unico pensiero che ho quando la vedo è starle vicino e tutto il mio corpo si muove verso di lei, tranne il cervello che cerca inutilmente di lottare contro tutti i muscoli.
Anche in questa festa dove potrei divertirmi con Letizia, mi ritrovo sempre vicino a lei, e se continua a evitarmi come ha fatto tutta la sera, la ammanetto a me e non la lascio più. Anche amandola con tutto il mio cuore non riesco a rimanere calmo di fronte al suo atteggiamento da bambina. Non sopporto che mi rimproveri perché sto con Letizia, dato che è stata lei a baciare Jordy, e non io. Mi accusa pure di essere geloso, non ho mai provato gelosia per nessuno e non inizierò a farlo adesso. Ogni volta che la vedo con quel principe azzurro da quattro soldi incipriato come una principessa, mi ribolle il sangue e la temperatura del mio corpo sale a mille. 
Non riesco a capacitarmi che questa ragazzina di sedici anni mi faccia provare questi sentimenti che non sa di farmi provare. Ma di una cosa sono certo: lei non vuole me, non la mia persona, ma solo l'idea che si è fatta di me. Forse non darà peso alle parole che le ho appena detto, ma è un inizio per qualcosa a cui non voglio rinunciare , il tempo servirà a farla crescere e vedere che non sono come credeva che fossi.

Divisori by Follettarosa





MAGGIE DE GREGORIO

Amabile Giusti ha scelto, non con poca difficoltà perché erano tutti belli, il brano di Maggie come vincente del romanzo Cuore Nero autografato.
Faccio i miei complimenti alla vincitrice e a tutte le partecipanti! Le immagini da voi scelte sono meravigliose e i sentimenti che avete espresso in queste piccole opere sono intensi e assolutamente in linea con il personaggio di Jacko.



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