LA CASA DELLA NOTTE SAGA Cari amici followers del mio blog ma sopratutto cari fans di questa bella saga paranormal romance ...

ANTEPRIMA: HIDDEN. UN REGALO DA EILAN





LA CASA DELLA NOTTE SAGA


Cari amici followers del mio blog ma sopratutto cari fans di questa bella saga paranormal romance voglio farvi un bel regalo. L'anteprima dell'epilogo del nuovo romanzo in arrivo in Italia dal titolo "HIDDEN" il decimo capitolo della serie dei vampiri di Tulsa. Potrete legger tutto in lingua originale oppure la mia traduzione. Mi scuso se non è un lavoro perfetto ma ho cercato di rendere il tutto abbastanza scorrevole e in stile Afrodite, Zoey, Stevie Rae e il resto della gang.


SPOILER SPOILER SPOILER
SPOILER SPOILER SPOILER

SPOILER SPOILER SPOILER
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traduzione di Eilan Moon

La serie LA CASA DELLA NOTTE è un fenomeno internazionale, che ha raggiunto la posizione numero uno nei best-sellers in USA, Germania, Regno Unito, e rimane un appuntamento fisso nella lista della serie del New York Times best-sellers per ragazzi per ben più di centoquaranta settimane. Con quasi 12 milioni di copie stampate, i diritti venduti in 38 paesi fino ad oggi, e facilmente riconoscibile, caratteri di dipendenza, questa serie è inarrestabile. 

Ora, nel romanzo "Hidden", la decima puntata della serie, la posta in gioco è più alta che mai. La vera natura di Neferet  è stata rivelata all'Alto Consiglio dei Vampiri, così Zoey e il suo gruppo possono finalmente avere un aiuto nel difendere se stessi e la loro amata scuola contro una piaga malvagia che cresce ogni giorno più forte. E ne avranno bisogno, perché Neferet non si lascerà sconfiggere senza combattere. Il caos regna nella Casa della Notte.

testo originale


The House of Night series is an international phenomenon, reaching #1 on U.S., German, and UK bestseller lists, and remaining a fixture on the New York Times Children’s Series bestseller list for more than 140 weeks and counting. With nearly 12 million copies in print, rights sold in thirty-eight countries to date, and relatable, addictive characters, this series is unstoppable.

Now in Hidden, the tenth installment of the series, the stakes are higher than ever before.
Neferet’s true nature has been revealed to the Vampyre High Council, so Zoey and the gang might finally get some help in defending themselves and their beloved school against a gathering evil that grows stronger every day. And they’ll need it, because Neferet’s not going down without a fight. Chaos reigns at the House of Night.


Ed ora in super anteprima il finale del romanzo! Non leggetelo se non volete rovinarvi la sorpresa però. Io adoro -è una cosa mia però- prima veder le ultime righe di un romanzo e poi inizio a leggerlo tutto, quindi amici a vostro rischio e pericolo! :-)


traduzione di Eilan Moon

"Wow, Zy, si tratta di una affluenza impressionante. Ci sono più umani qui che pulci su un vecchio cane!" Stevie Rae si schermò gli occhi con la mano mentre si guardava intorno al campus appena illuminato. Dallas era un coglione totale, ma abbiamo tutti ammesso che le luci scintillanti con le quali aveva avvolto i tronchi e i rami delle vecchie querce hanno donato al campus un magico e fiabesco splendore.
"Questa è una delle tue disgustose analogie da zoticona", disse Afrodite. "Anche se è esatto. Tanto più che ci sono un sacco di politici della città qui. Tutti parassiti".
"Cerca di essere gentile," dissi io "O almeno cerca di stare tranquilla."
"Questo significa che tuo padre il sindaco è qui?" gli occhi da allocca di Stevie Rae divennero ancora più grandi.
"Suppongo di sì. Ho intravisto Crudelia De Mon, alias Lei Che mi ha Partorito, non molto tempo fa." Afrodite fece una pausa e alzò le sopracciglia. "Probabilmente dovremmo tenere d'occhio i gattini di Street Cats. Ne ho visti alcuni piccoli e teneri, bianchi e neri, con pelo particolarmente soffice."
Stevie Rae trattenne l'aria. "OhmioDio, la tua mamma non si farebbe davvero confezionare un cappotto di pelliccia di gatto, non lo farebbe vero?"
"Più veloce di quanto tu possa dire Bubba Drinkin 'e Drivin' ancora una volta," disse Afrodite imitando l'accento Okie di Stevie Rae.
"Stevie Rae-sta scherzando. Dìlle la verità" feci io tirando una gomitata ad Afrodite.
"Va bene. Non con pelle di gattini. O di cuccioli. Solo di quelli di foca e di democratici."
Stevie Rae aggrottò la fronte.
"Vedi, è tutto a posto. Inoltre, Damien è alla tenda di Street Cats, e tu sai che non lascerebbe mai che qualcuno torca un baffo a un piccolo gattino figurati un cappotto intero." Rassicurai la mia migliore amica, rifiutandomi di lasciare che Afrodite rovinasse il nostro buon umore. "In realtà, va  tutto più che bene. Guarda un po' cosa siamo riusciti a tirare fuori in poco più di una settimana." Feci un sospiro di sollievo per il successo del nostro evento e volsi lo sguardo intorno alle tende nel giardino della scuola. Stevie Rae, Shaylin, Shaunee, Afrodite ed io avevamo equipaggiato lo stand di vendita per le torte (mentre la mamma di Stevie Rae e un gruppo di suoi amici PTA si muovevano attraverso la folla con campioni di biscotti di cioccolato che stavano vendendo a bizzeffe). Dalla nostra posizione vicino alla statua di Nyx, avevamo una splendida vista di tutto il campus. Potevo vedere la lunga fila allo stand di lavanda della nonna. Mi fece sorridere. Non lontano dalla nonna, Thanatos aveva istituito una zona di ricerca di lavoro, e là c'era un gruppo di esseri umani dediti alla compilazione di scartoffie.
Al centro del parco c'erano due enormi tende color argento e bianco drappeggiate con tante luci scintillanti fatte da Dallas. In una tenda Stark, Dario e i guerrieri Figli di Erebo stavano eseguendo delle dimostrazioni con le armi. Vidi Stark che stava mostrando a un ragazzo come tenere l'arco. Lo sguardo di Stark si sollevò dal giovane e incontrò il mio. Condividemmo un rapido sorriso intimo prima che lui tornasse ad aiutare il ragazzo.
Nascosti nella Tenda dei Guerrieri c'erano Kalona e Aurox. Per ovvie ragioni, Thanatos aveva deciso che la comunità di Tulsa non era pronta a venir a conoscenza dell'esistenza di nessuno dei due.
Ero d'accordo con lei.
Non ero pronta per. . .
Mi scossi mentalmente. No, non avevo intenzione di pensare ad Aurox / Heath nella situazione attuale.
Invece rivolsi la mia attenzione alla seconda delle grandi tende. Lenobia era lì, stava tenendo d'occhio le persone che ronzavano intorno a Mujaji, al grande Percheron e Bonnie come uno sciame di api. Travis era con lei. Travis era sempre con lei, questo faceva stare bene il mio cuore. Era  fantastico vedere Lenobia innamorata. La Signora dei cavalli era come un luminoso faro irradiante di gioia, e con tutta l'oscurità che avevo visto negli ultimi tempi, lei era la pioggia nel mio deserto.
«Oh, merda, dove ho messo il mio vino? Qualcuno ha visto la mia tazza Queenies? Come la zoticona mi ha ricordato, i miei genitori sono qui da qualche parte, e ho assolutamente bisogno di qualcosa che mi dia forza quando mi troveranno e mi braccheranno in cerchio." Afrodite borbottava e scalpitava attraverso le scatole di biscotti invenduti, alla ricerca della grande tazza di plastica viola da cui l'avevo vista bere già prima.
"Hai altro vino da mettere nella tazza Queenies?" Stevie Rae scosse la testa verso Afrodite.
"E tu lo stai bevendo da una cannuccia?"  Shaunee ci aveva raggiunte scuotendo la testa come Stevie Rae.
"Non è disgustoso?"
"A mali estremi, estremi rimedi", scherzò Afrodite. "Ci sono troppe suore in agguato qua attorno per bere apertamente senza sentire una lezione noiosa." Afrodite volse gli occhi alla nostra destra, dove le Street Cats avevano creato una esibizione a forma di mezza luna con le gabbie piene di gatti adottabili e bidoni pieni di giocattoli di erba gatta per la vendita. Avevano la loro versione in miniatura della tenda color argento e bianco, e riuscii a vedere Damien seduto all'interno intento a maneggiare il registratore di cassa, ma a parte lui, l'esecuzione di tutti gli aspetti del territorio felino erano di consuetudine una mansione delle suore benedettine che avevano fatto di Street Cats il propri compito.
Una delle suore guardò dalla mia parte e io la salutai con un sorriso. Suor Mary Angela rispose al saluto prima di tornare alla conversazione che stava avendo con una famiglia che si era ovviamente innamorata di un simpatico gatto bianco che sembrava una pallina di cotone gigante.
"Afrodite, le suore sono in gamba," le ricordai.
"E sembrano troppo occupate per prestare attenzione a te," aggiunse Stevie Rae.
"Immagina che -non puoi essere sempre al centro dell'attenzione di tutti", disse Shaylin con finta sorpresa.
Stevie Rae mascherò una risatina con un colpo di tosse. Prima che Afrodite potesse dire qualcosa di odioso, la nonna venne da noi zoppicando. Senza considerare la zoppia e il pallore, la nonna sembrava sana e felice. Era passata solamente poco più di una settimana da quando Neferet l'aveva rapita e aveva cercato di ucciderla, ma la nonna aveva recuperato con una rapidità sorprendente. Thanatos ci aveva spiegato che questa sua ripresa era dovuta alla sua forma fisica particolarmente buona per una donna della sua età.
Sapevo che era a causa di qualcos'altro -qualcosa di condiviso da entrambe- un legame speciale con la dea che ha creduto nel donare ai suoi figli il libero arbitrio, insieme al dono di abilità speciali. La nonna era amata della Grande Madre, e ha richiamato la sua forza direttamente dalla nostra terra magica dell'Oklahoma.
"U-we-tsi-a-ge-ya, a quanto pare ho bisogno di aiuto per lo stand di lavanda. Non posso semplicemente  credere quanto siamo oberati di lavoro." La nonna aveva appena parlato quando una suora si affrettò verso di noi. "Zoey, Suor Maria Angela avrebbe bisogno del tuo aiuto per la compilazione dei moduli di adozione del gatto."
"Ti aiuterò io, nonna Redbird" disse Shaylin. "Mi piace l'odore di lavanda."
"Oh, tesoro, sarebbe così dolce da parte tua. In primo luogo, si potrebbe correre alla mia macchina ed aprire il bagagliaio? C'è un'altra scatola di saponi e sacchetti di lavanda nascosta dietro. Sembra che debba vendere tutto,"disse la nonna felice.
"Certo". Shaylin prese le chiavi che la nonna le aveva gettato e si affrettò verso l'uscita principale del cortile della scuola, che conduce al parcheggio e alla strada alberata che conduce a Utica Street. "E io chiamo la mia mamma. Mi ha detto solo di farle sapere se eravamo troppo incasinati. Lei e le mamme PTA saranno qui in un secondo."
"Nonna, ti dispiace se do una mano a Street Cats? Muoio dalla voglia di controllare la loro nuova cucciolata di gattini."
"Vai pure, u-we-tsi-a-ge-ya. Penso che Suor Maria Angela senta la mancanza della tua compagnia."
"Grazie, nonna," sorrisi. Poi mi rivolsi a Stevie Rae. "Va bene, se il gruppo di tua madre sta tornando, vado ad aiutare le suore."
"Sì, non è un problema." Stevie Rae, schermandosi gli occhi e guardando tra la folla, aggiunse,"la vedo adesso, e ha con lei la signora Rowland e la signora Wilson."
"Non ti preoccupare. Siamo in grado di gestire questa situazione", affermò Shaunee.
"'Kay," risposi, sorridendo a tutti e due. "Tornerò il più presto possibile." Lasciai lo stand dei biscotti e notai Afrodite, stava stringendo la sua grande tazza viola Queenies, era proprio sulle spine. "Avevo capito che non volevi una ramanzina dalle suore."
"Meglio di una conferenza delle mamme PTA." Rabbrividì. "Inoltre, mi piacciono i gatti più delle persone."
Mi strinsi nelle spalle. "Va bene, come vuoi."
Avevamo quasi raggiunto la tenda di Street Cats quando Afrodite rallentò. "Scherzi a parte. Effing. Patetico." Stava mormorando intorno paglia, socchiudendo gli occhi in modo torvo.Seguii il suo sguardo e mi unii al suo cipiglio.
"Già, non importa quante volte li vedo insieme, io ancora non capisco." Afrodite ed io ci soffermammo a guardare l'ex-gemella di Shaunee, Erin, starsene tutta sopra Dallas. "Ho davvero creduto che fosse meglio di così."
"A quanto pare no," disse Afrodite.
"Okay," dissi, guardando lontano dalla loro scena di labbra chiuse in modalità troppo-in-pubblico.
"Te lo dico io, non c'è alcol sufficiente a Tulsa per far guardare quei due insieme, Okay." Afrodite fece un suono simile ai conati di vomito, poi aveva sbuffato ed era scoppiata a ridere. "Lasciamo stare, è mezzanotte."
Assolutamente sì, c'era una suora che avevo riconosciuto come sorella Emily (uno delle più serie tra le monache) stava avvicinandosi ai troppo-occupati-con-la-comunicazione-con-la-lingua per notare la coppia. coppia. "Sembra troppo seria," dissi.
"Sai, una suora può benissimo essere l'esatto opposto di un afrodisiaco. Questo dovrebbe essere divertente. Guardiamo."
"Zoey! Da questa parte!" Stavo guardando il relitto del treno che non mi accorsi di suor Mary Angela che si agitava dietro di lei."
"Andiamo." Afferrai con il mio braccio quello di Afrodite e cominciai a tirarla allo stand di Street Cats. "Non hai avuto la bontà di guardare."
Prima che Afrodite potesse obiettare, eravamo allo stand di Street Cats, di fronte a una raggiante Suor Maria Angela. "Oh, bene, Zoey e Afrodite. Ho bisogno di voi due. "La suora fece un gesto grazioso verso la  giovane famiglia in piedi accanto a una delle gabbie con dentro i gattini per le adozioni. "Questa è la famiglia Cronley. Hanno deciso di adottare entrambi i gattini persiani. E 'così bello che due di loro hanno trovato casa per sempre insieme: sono insolitamente uniti, anche per dei fratellini."
"E 'fantastico,"dissi. "Io inizio il lavoro d'ufficio."
"Ti aiuto io. Due gatti-due serie di documenti cartacei,"disse Afrodite.
"Siamo venuti su suggerimento del nostro veterinario," disse la madre. "Sapevo che avremmo trovato il nostro gattino stasera."
"Anche se non ci aspettavamo di trovarne due," aggiunse il marito. Strinse la spalla di sua moglie e le sorrise con evidente affetto.
"Che sorpresa, si è rivelato fantastico, ed è per questo che penso che i due gattini saranno perfetti," disse il padre.
Era come vedere Lenobia e Travis insieme, questa famiglia mi riempiva il cuore di piacere.
Avevo iniziato a muovermi verso la scrivania improvvisata con Afrodite, quando una delle bambine chiese: "Ehi, mamma, cosa sono quelle cose nere?"
Qualcosa nella voce della ragazzina bionda mi mise in pausa, cambiai direzione, e mi mossi verso la  gabbia del gattino.
Quando sono arrivata ho subito capito il perché. All'interno della gabbia i due gattini persiani erano completamente ricoperti da diversi grossi ragni neri.
"Oh, che schifo!" Disse la madre. "Sembra che la vostra scuola potrebbe avere un problema di infestazioni di ragni."
"Conosco un buon sterminatore se avete bisogno di una raccomandazione," il padre aggiunse.
"Oh merda, avremo bisogno di una tonnellata di buoni sterminatori non solo di uno," Afrodite mi sussurrò mentre fissava  nella gabbia dei gattini.
"Si ', beh, di solito non hanno problemi di insetti qui», balbettai con disgusto mentre percepii un brivido per la schiena.
"Bleah, papà! Ce ne sono molti altri".
La bambina bionda indicò il retro della gabbia. Era completamente ricoperto di ragni tanto che sembrava essere vivo per colpa del fermento dei loro movimenti.
"Oh, mio ​​Dio!" Suor Maria Angela era impallidita mentre fissava i ragni che sembrano moltiplicarsi. "Queste cose non c'erano qualche momento fa."
"Sorella, perché non portate questa bella famiglia nella tenda e completate i loro documenti per l'adozione", dissi in fretta, incontrando lo sguardo preoccupato della suora. "E mandi Damien qui da me. Posso aver bisogno del suo aiuto per risolvere questo sciocco problema di ragni."
"Sì, sì, certo." La suora non esitò.
"Fai venire qui Shaunee, Shaylin, e Stevie Rae," ordinai ad Afrodite, mantenendo la voce bassa.
"Hai intenzione dicreare un cerchio di fronte a tutti questi esseri umani?" Afrodite mi sussurrò.
"Preferisci il cerchio o Neferet che inizia a mangiare tutti questi esseri umani?" Improvvisamente Stark era lì, accanto a me. Potevo sentire la sua forza e la sua preoccupazione. "E 'Neferet, non è vero?"
"Ragni. Un sacco di ragni." Indicai le gabbie.
"Suona come Neferet per me", disse Damien con tranquillità mentre si univa a noi.
"Vado a prendere il resto del cerchio." Afrodite lasciò andare la tazza e cominciò a correre verso lo stand della panetteria.
"Qual è il piano?" Domandò Stark, i suoi occhi non lasciarono il sempre più crescente nido di ragni.
"Proteggiamo ciò che è nostro», dissi. Poi tirai  fuori il mio cellulare dalla tasca e selezionai il nome di THANATOS. Rispose al primo squillo.
"Qualcosa è cambiato qui. Riesco a sentire l'avvicinarsi della morte." La Sacerdotessa non alzò la voce, ma potevo sentire la tensione vibrarvi attraverso.
"Dei ragni si sono materializzati nello stand di Street Cats. Una miriade. Ho chiamato il mio cerchio all'appello."
"Neferet." Disse in tono solenne, confermando la mia reazione istintiva. "Invoca la protezione degli elementi. Qualunque sia il problema la Tsi Sgili  si sta materializzando, sappiamo che non è un evento naturale, quindi usa la natura per espellerlo."
"Sarà fatto," dissi.
"Inizierò la lotteria e richiamerò l'attenzione degli umani alla tenda del Guerriero. Saranno più al sicuro lì. Zoey, sii il più discreta possibile. Neferet otterrà il suo scopo se oggi finisce nel panico e nel caos.
"Ho capito". Riattaccai.
"Iniziamo?" Chiese Damien.
"Certo. Usiamo i nostri elementi per sbarazzarci di questo problema di insetti." Non ho esitato, non ho aspettato il resto della mia cerchia. Mentre Stark mi guardava protettivo, presi la mano di Damien. Con lui ho affrontato le gabbie dei gattini.
"Aria, ti prego vieni a me", disse Damien.
Ho sentito la risposta del suo elemento all'istante. "Centro!" gli dissi.
Lui annuì. "Aria, soffia via questa oscurità da qui."
"Il vento, che quasi scherzosamente stava sparpagliando i capelli di Damien, si precipitò da lui, turbinò intorno al nido di ragni e li fece contorcere rabbiosamente.
"Signore e signori, uccellini e vampiri, sono Thanatos, Somma Sacerdotessa della Casa della Notte di Tulsa, e l'organizzatrice di questa serata. Siete tutti pregati di avvicinarvi al centro del campus e in particolare alla tenda argento-bianco dei Guerriri. La nostra lotteria sta per iniziare e si deve essere presente per poter vincere."
"La voce di Thanatos attraverso l'altoparlante suonava così normale, così da brava direttrice, che la presenza del nido di ragni sembrava ancora più ripugnante.
"Oh, no, non c'è bisogno di preoccuparsi dei dettagli", Suor Maria Angela disse mentre stava radunando la giovane coppia e le loro due gemelle dalla sua tenda. "I miei assistenti avranno i cuccioli pronti per voi dopo la lotteria"
"Perché i ragazzi si tengono per mano in quel modo?" Udii una delle bambine domandare.
"Oh, sono sicuro che si tratta solo di un modo per pregare," Suor Maria Angela rispose senza problemi. Poi, da sopra la spalla, disse a una mezza dozzina o giù di lì di suore che erano impegnate nei lavori dello stand "Sorelle, accertatevi che i giovani abbiano la privacy di cui necessitano per le loro preghiere."
"Certo, sorella," le donne mormorarono, e senza domande o esitazioni, si diffonderono fuori, in piedi tra di noi, tra la loro tenda, le gabbie dei gatti, e il resto del campus, creando una barriera efficace tra noi e possibili curiosi.
Poi Shaunee e Stevie Rae ci raggiunsero con Afrodite, dopo aver sfondato la barriera creata dalle suore, e scivolarono arrestandosi, i loro occhi intercettarono la massa ribollente di insetti.
"Ah, merda!" affermò Shaunee.
"OhmioDio!" Stevie Rae premette la mano sulla bocca in segno di disgusto.
"Neferet vuole sul serio farmi male al culo", disse Afrodite, facendo delle smorfie ai ragni.
"Abbiamo bisogno di avere tutti gli elementi qui e una volta riuniti che scaccino questi ragni fuori dal campus," dissi. "Ma non possiamo fare una scenata."
"Sì, perché è quello che Neferet vorrebbe e tutto per causare una gigantesca e spaventosa scena per mandare fuori di testa gli esseri umani", affermò Shaunee. "Non preoccuparti, Zy. lo terrò in un cassetto ben nascosto" Si avvicinò di proposito oltre a Damien, che tendeva la mano verso di lei. Lei la prese e, fissando la massa delle gambette scure e corpicini pulsanti disse "Fuoco, vieni da me." L'aria intorno a noi si riscaldò. La bella ragazza di colore sorrise e continuò, "Calore vieni a me ma non mi friggere."
Il fuoco fece esattamente come da richiesta. Non c'erano né fumo né  fiamme o fuochi d'artificio, ma l'aria intorno a noi era davvero calda e la massa di ragni si contrasse in evidente disagio.
Mi guardai intorno, notando proprio in quel momento che Shaylin non si era unita a noi. "Dov'è l'acqua? Abbiamo bisogno di Shaylin per il cerchio."
"Lei non è tornato dal parcheggio," rispose Stevie Rae. "L'ho chiamata al telefono ma non risponde."
"Probabilmente non avrà sentito", disse Damien. "C'è un sacco di casino là fuori."
"Va bene, nessun problema. Io rappresenterò l'acqua", disse Afrodite. "Non sarà così forte, ma almeno sarà un cerchio completo."
Afrodite iniziò a muoversi per prendere la mano di Shaunee quando Erin varcò la barriera delle suore.
"Lo sapevo che stavate creando un cerchio! Me lo sentivo," disse Erin, e poi arricciò le labbra verso Afrodite. "Hai intenzione di chiamare l'acqua? Ah! Sei un piscio povero sostituto a me."
"Tu sei davvero qualcosa di reale, questo è sicuro", le disse Afrodite. "Ma un accordo non lo è."
"Ti ho detto che non devi più aver niente a che fare con queste fighette," gridò Dallas, sogghignando a una suora che cercava di tenerlo fuori della loro barriera.
"So quello che hai detto, baby." Erin gli rivolse un sorriso civettuolo. "Ma lo sai che devo fare quello che devo fare. E io non mi sento bene se l'acqua viene lasciata fuori dal cerchio."
Dallas si strinse nelle spalle. "Qualunque cosa. Sembra una perdita di tempo per me. Inoltre, perché diavolo i tuoi idioti di ex-amici creano un cerchio durante l'apertura della scuola al pubblico?" Appena pronunciò il suo pensiero, lo sguardo si fece acuto e ristretto, come se avesse appena capito che cosa significava la barriera di suore. "Ehi, esattamente quello che sta succedendo qui?"
"Non abbiamo tempo per questo," sbottai. "Stark, sbarazzati di Dallas, ed assicurati che rimanga chiuso fino a quando non abbiamo finito."
"Volentieri!" Sorrise. Stark afferrò Dallas dal retro della camicia e lo trascinò via da noi e dal centro della città universitaria. Dallas si dibatteva e imprecava, ma era poco più di una zanzara ronzante alla forza di Stark. Mi rivolsi a Erin. "Non importa cosa è successo, tu sei l'acqua e il tuo elemento è il benvenuto nel nostro cerchio, ma non abbiamo bisogno di energia negativa qui, anche questo è importante." Annuii verso i ragni. Lo sguardo di Erin seguì il mio gesto e  rimase a bocca aperta.
"Che diavolo sono?"
Aprii la bocca per eludere la domanda, ma il mio istinto mi fermò. Incontrai gli occhi azzurri di Erin. "Penso che sia quello che è rimasto di Neferet. So che è male e che non appartiene alla nostra scuola. Vuoi aiutarci a spedirli fuori a calci?"
"I ragni sono disgustosi," cominciò, ma la sua voce vacillò mentre vide Shaunee. Alzò il mento e si schiarì la gola. "Cose così disgustose dovrebbero andarsene da qui." Con decisione si avvicinò a Shaunee e si fermò. "Questa è anche la mia scuola."
"Ho pensato che la voce di Erin suonava roca e un pò strana. Speravo che che le sue emozioni fossero in via di sblocco e che, forse, stava tornando ad essere la ragazza che conoscevamo.
Shaunee le tese la mano. Erin la afferrò. "Sono contenta che tu sia qui," Udii Shaunee sussurrarle.
Erinnon disse nulla.
"Sii discreta," le suggerii io.
Erin annuì ermeticamente. "Acqua, vieni da me." Sentivo l'odore del mare e le piogge di primavera. "Fateli bagnare", continuò.
L'acqua si formò in perline ed una pozza cominciò a formarsi sotto le gabbie. Un pugno di ragni delle dimensioni di un ciuffo perse la presa sul metallo e finirono nella piscina.
"Stevie Rae," dissi tendendole la mano. Lei la afferrò, poi quella di Erin, completando così il cerchio.
"Terra, vieni da me," disse. I profumi e i suoni di un prato ci circondarono. "Non lasciare che questo inquini il nostro campus."
La terra tremò leggermente sotto di noi. Altri ragni caddero dalle gabbie e finirono nell'acqua aumentando il tasso di abbandono delle gabbie.
Infine, fu il mio turno. "Spirito, vieni da me. Sostieni gli elementi ed espelli questa oscurità che non appartiene alla nostra scuola."
C'era un suono sibilante e tutti i ragni caddero dalle gabbie, precipitando nella piscina d'acqua che li aspettava. L'acqua tremò e cominciò a cambiare forma, allungandosi come in espansione.
Mi concentrai, sentendo la presenza dello spirito, l'elemento per cui ho avuto la massima affinità, e nella mia mente immaginai la piscina di ragni venir gettata fuori del nostro campus, come se qualcuno avesse svuotato una pentola di disgustosa acqua da bagno. Tenendo questa 'immagine in mente, ordinai: "Ora vattene!"
"Fuori!" Mi fece eco Damien.
"Vai!" Disse Shaunee.
"Lasciaci!" Aggiunse Erin.
"Bye-bye ora!" Disse Stevie Rae.
Poi, proprio come nella mia immaginazione, il gruppo di ragni si innalzò, come se fossero in procinto di essere lanciato dalla terra. Ma nel giro di un solo respiro l'immagine scura si riformò di nuovo nella famigliare figura di curve, bellissima e mortale. Neferet! I suoi lineamenti non erano completamente formati, ma riconobbi il suo aspetto e l'energia maligna che si irradiava dal suo essere.
No!" Gridai. "Spirito! Rafforza ciascuno degli elementi, con l'energia del nostro amore e della nostra lealtà! Aria! Fuoco! Acqua! Terra! Vi invito, cosi sia!"
"Ci fu un urlo terribile, e l'apparizione di Neferet si materializzò davanti a noi. Salì nel nostro circolo, rompendolo all'altezza di Erin come una marea nera terribile. Con il suono di mille ragni che sfioravano il terreno, lo spettro fuggì attraverso l'ingresso principale della scuola per poi scomparire del tutto.
"Porca puttana. Era un vero suduciume", disse Afrodite.
Stavo per concordare con lei quando ho sentito il primo terribile colpo di tosse.
Percepii la rottura del cerchio ancora prima di vederla cadere in ginocchio. Alzò lo sguardo verso di me e tossì di nuovo. Il sangue spruzzò fuori dalle sue labbra. "Non credevo che sarebbe finita in questo modo", gracchiò."
"Venga Thanatos!" Afrodite la chiamò come se fosse volata via.
"No! Questo non può accadere", disse Shaunee, lasciandosi cadere in ginocchio accanto a Erin già completamente intrisa di sangue. "Gemella! Per favore. Andrà tutto bene!"
Erin si lasciò andare tra le sue braccia. Damien, Stevie Rae, ed io ci guardammo, e poi come una sola entità, ci unimmo a Shaunee mentre teneva la sua amica.
"Mi dispiace tanto", Singhiozzò Shaunee. "Non volevo dire nulla delle cose brutte che ti ho detto."
"E'-è okay, Gemella." Erin parlava lentamente tra colpi di tosse bagnati di sangue e rivoli cremisi che scendevano giù dagli occhi, dalle orecchie e dal naso. "E 'stata colpa mia. -- ho dimenticato come si sente."
"Siamo qui con te», dissi, toccando i capelli di Erin. "Spirito, donale la calma."
"Terra, lenisci il suo dolore," disse Stevie Rae.
"Aria, proteggila", disse Damien.
"Fuoco, scaldala," Shaunee disse tra le lacrime.
Erin sorrise e toccò il viso di Shaunee. "Mi ha già riscaldato. --non sento freddo e nemmeno sola. Non sento più nulla solo la stanchezza. . . "
"Riposa", disse Shaunee. "Io starò con te mentre dormi."
"Noi tutti," aggiunsi, asciugandomi le lacrime e il moccio dal mio viso con il dorso della mia manica.
Erin sorrise ancora una volta a Shaunee e poi chiuse gli occhi e morì tra le braccia della sua amica.



testo originale


“Wow, Z, this is a seriously awesome turnout.  There’re more humans here than fleas on an old dog!”  Stevie Rae shielded her eyes with her hand as she looked around at the newly lit-up campus.  Dallas was a total jerk, but we all admitted that the twinkling lights he’d wrapped around the trunks and limbs of the old oaks gave the entire campus a magickal, fairylike glow. 
“That is one of your more disgusting bumpkin analogies,” Aphrodite said.  “Though it’s accurate.  Especially since there are a bunch of city politicians here.  Total parasites.” 
“Try to be nice,” I said.  “Or at least try to be quiet.” 
“Does that mean your daddy the mayor is here?” Stevie Rae’s already gawking eyes got even wider. 
“I suppose it does.  I caught a glimpse of Cruella De Vil, a.k.a. She Who Bore Me, not long ago.”  Aphrodite paused and her brows went up.  “We should probably keep an eye on the Street Cats kittens.  I saw some cute little black and white ones with especially fluffy fur.” 
Stevie Rae sucked air.  “Ohmygoodness, your mamma wouldn’t really make a kitten fur coat, would she?” 
“Faster than you can say Bubba’s drinkin’ and drivin’ again,” Aphrodite mimicked Stevie Rae’s Okie twang.
 “Stevie Rae—she’s kidding.  Tell her the truth,” I nudged Aphrodite.
 “Fine.  She doesn’t skin kittens.  Or puppies.  Just baby seals and Democrats.”
 Stevie Rae’s brow furrowed.
 “See, everything is fine.  Plus, Damien’s at the Street Cats tent, and you know he’d never let one little kitten whisker be hurt—let alone a whole coat,” I assured my BFF, refusing to let Aphrodite mess up our good mood.  “Actually, everything is more than fine.  Check out what we managed to pull off in a little over a week.” I sighed in relief at the success of our event and let my gaze wander around the packed school grounds.  Stevie Rae, Shaylin, Shaunee, Aphrodite, and I were manning the bake sale booth (while Stevie Rae’s mom and a bunch of her PTA friends moved through the crowd with samples of the chocolate chip cookies we were selling, like, zillions of).  From our position near Nyx’s statue, we had a great view of the whole campus.  I could see a long line at Grandma’s lavender booth.  That made me smile.  Not far from Grandma, Thanatos had set up a job application area, and there were a bunch of humans filling out paperwork there.
In the center of the grounds there were two huge silver-and-white tents draped with more of Dallas’s twinkling lights.  In one tent Stark and Darius and the Sons of Erebus Warriors were demonstrating weaponry.  I watched as Stark was showing a young boy how to hold a bow.  Stark’s gaze lifted from the kid and met mine.  We shared a quick, intimate smile before he went back to helping the boy.
Missing from the Warrior Tent were Kalona and Aurox.  For obvious reasons, Thanatos had decided the Tulsa community wasn’t ready to meet either of them. 
I agreed with her. 
I wasn’t ready for . . . 
I mentally shook myself.  No, I wasn’t going to think about the Aurox/Heath situation now. 
Instead I turned my attention to the second of the big tents.  Lenobia was there, keeping a sharp eye on the people who clustered like buzzing bees around Mujaji and the big Percheron mare, Bonnie.  Travis was with her.  Travis was always with her, which made my heart feel good.  It was awesome to see Lenobia in love.  The Horse Mistress was like a bright, shining beacon of joy, and with all the Darkness I’d seen lately, that was rain in my desert. 
“Oh, for shit’s sake, where did I put my wine?  Has anyone seen my Queenies cup?  As the bumpkin reminded me, my parents are here somewhere, and I’m going to need fortification by the time they circle around and find me. ” Aphrodite was muttering and pawing through the boxes of unsold cookies, searching for the big purple plastic cup I’d seen her drinking from earlier. 
“You have wine in that Queenies to-go cup?” Stevie Rae was shaking her head at Aphrodite. 
“And you’ve been drinkin’ it through a straw?”  Shaunee joined Stevie Rae in a head shake.  “Isn’t that nasty?” 
“Desperate times call for desperate measures,” Aphrodite quipped.  “There are too many nuns lurking around to drink openly without hearing a boring lecture.”  Aphrodite cut her eyes to the right of us, where Street Cats had set up a half-moon display of cages filled with adoptable cats and bins of catnip-filled toys for sale.  They had their own miniature version of the silver-and-white tents, and I could see Damien sitting inside busily handling the cash register, but except for him, running every aspect of the feline area were the habit-wearing Benedictine nuns who had made Street Cats their own. 
One of the nuns looked my way and I waved and grinned at the Abbess.  Sister Mary Angela waved back before returning to the conversation she was having with a family who were obviously falling in love with a cute white cat that looked like a giant cottonball. 
“Aphrodite, the nuns are cool,” I reminded her. 
“And they look too busy to pay any attention to you,” Stevie Rae said. 
“Imagine that—you may not be the center of everyone’s attention,” Shaylin said with mock surprise. 
Stevie Rae covered her giggle with a cough.  Before Aphrodite could say something hateful, Grandma limped up to us.  Other than the limp and being pale, Grandma looked healthy and happy.  It had only been a little over a week since Neferet had kidnapped and tried to kill her, but she’d recovered with amazing quickness.  Thanatos had told us that was because she was in unusually good shape for a woman of her age.
 I knew it was because of something else—something we both shared —a special bond with a goddess who believed in giving her children free choice, along with gifting them with special abilities.  Grandma was beloved of the Great Mother, and drew her strength directly from our magickal Oklahoma earth. 
“U-we-tsi-a-ge-ya, it seems I need help at the lavender booth.  I simply cannot believe how busy we are.”  Grandma had barely spoken when a nun hurried up.  “Zoey, Sister Mary Angela could use your help filling out cat adoption forms.” 
“I’ll help you, Grandma Redbird,” Shaylin said.  “I love the smell of lavender.” 
“Oh, honey, that would be so sweet of you.  First, could you run to my car and get into the trunk?  There is another box of lavender soaps and sachets tucked back there.  Looks like I’m going to sell out completely,” Grandma said happily. 
“Sure thing.” Shaylin caught the keys Grandma tossed to her and hurried toward the main exit of the school grounds, which led to the parking lot as well as to the tree-lined road that joined Utica Street. 
“And I’ll call my momma.  She said just let her know if we get too busy over here.  She and the PTA moms will be back in a sec.”
 “Grandma, do you mind if I give Street Cats a hand?  I’ve been dying to check out their new litter of kittens.”
 “Go on, u-we-tsi-a-ge-ya. I think Sister Mary Angela has been missing your company.”
“Thanks, Grandma,” I smiled at her.  Then I turned to Stevie Rae. “Okay, if your mom’s group is coming back, I’m gonna go help the nuns.”
“Yeah, no problem.”  Stevie Rae, shielding her eyes and peering through the crowd, added, “I see her now, and she’s got Mrs. Rowland and Mrs. Wilson with her.” 
“Don’t worry.  We can handle this,” Shaunee said. 
“’Kay,” I said, grinning at both of them.  “I’ll be back as soon as I can.”  I left the cookie booth and noticed Aphrodite, clutching her big purple Queenies cup, was right on my heels.  “I thought you didn’t want a lecture from the nuns.” 
“Better than a lecture from PTA moms.”  She shuddered.  “Plus, I like cats more than people.” 
I shrugged.  “Okay, whatever.” 
We’d only gotten partway to the Street Cats tent when Aphrodite slowed way down. “Seriously.  Effing.  Pathetic.” She was muttering around her straw, narrowing her eyes and glaring.  I followed her gaze and joined her frown. 
“Yeah, no matter how many times I see them together, I still don’t get it.”  Aphrodite and I had stopped to watch Shaunee’s ex-Twin BFF, Erin, hang all over Dallas.  “I really thought she was better than that.” 
“Apparently not,” Aphrodite said. 
“Okay, eeew,” I said, looking away from their way-too-public display of locked lips. 
“I’m telling you, there’s not enough booze in Tulsa to make watching those two make out okay.”  She made a gagging sound, which changed to a snort and a laugh.  “Check out the wimple, twelve o’clock.” 
Sure enough, there was a nun I vaguely recognized as Sister Emily (one of the more uptight of the nuns) descending on the too-busy-with-their-tongues-to-notice couple.  “She looks serious,” I said. 
“You know, a nun may very well be the direct opposite of an aphrodisiac.  This should be entertaining.  Let’s watch.” 
“Zoey!  Over here!”  I looked from the train wreck about to happen to see Sister Mary Angela waving me over to her. 
“Come on.” I hooked my arm through Aphrodite’s and started to pull her to the Street Cats tent.  “You haven’t been good enough to watch.” 
Before Aphrodite could argue, we were at the Street Cats booth, facing a beaming Sister Mary Angela.  “Oh, good, Zoey and Aphrodite.  I need the both of you.”  The nun made a gracious gesture to the young family standing beside one of the kitten cages.  “This is the Cronley family.  They have decided to adopt both of the calico kittens.  It’s so lovely that the two of them have found their forever homes together—they are unusually close, even for littermates.” 
“That’s great,” I said.  “I’ll start on their paperwork.” 
“I’ll help you.  Two cats—two sets of paperwork,” Aphrodite said. 
“We came with a note from our veterinarian,” the mom said.  “I just knew we’d find our kitten tonight.” 
“Even though we didn’t expect to find two of them,” her husband added.  He squeezed his wife’s shoulder and smiled down at her with obvious affection. 
“Well, we didn’t expect the twins either,” his wife said, glancing over at the two girls who were still looking in the kitten cage and giggling at the fluffy calicoes that would be joining their family. 
“That surprise turned out great, which is why I think the two kittens will be perfect as well,” said the dad. 
It was like seeing Lenobia and Travis together—this family made my heart feel good. 
I had started to move to the makeshift desk with Aphrodite when one of the little girls asked,  “Hey, mommy, what are those black things?” 
Something in the child’s voice had me pausing, changing direction, and heading to the kitten cage. 
When I got there I instantly knew why.  Within the cage the two calico kittens were hissing and batting at several large black spiders. 
“Oh, yuck!” the mom said.  “Looks like your school might have a spider problem. 
“I know a good exterminator if you need a recommendation,” the dad said. 
“We’re gonna need a shit ton more than a good exterminator,” Aphrodite whispered as we both stared into the kitten cage. 
“Yeah, uh, well, we don’t usually have bug issues here,” I babbled as disgust shivered up my back. 
“Eesh, Daddy!  There are lots more of them.” 
The little blond girl was pointing at the back of the cage.  It was so completely covered with spiders that it seemed to be alive with their seething movements. 
“Oh, my goodness!”  Sister Mary Angela looked pale as she stared at the spiders that appeared to be multiplying.  “Those things weren’t there moments ago.” 
“Sister, why don’t you take this nice family into the tent and get their paperwork started,” I said quickly, meeting the nun’s concerned gaze with my own steady one.  “And send Damien out here to me.  I can use his help to take care of this silly spider problem.” 
“Yes, yes, of course.” The nun didn’t hesitate. 
“Get Shaunee, Shaylin, and Stevie Rae,” I told Aphrodite, keeping my voice low. 
“You’re going to cast a circle in front of all of these humans?” Aphrodite whispered at me. 
“Would you rather have her do that, or have Neferet start eating all these humans?” Suddenly Stark was there, beside me.  I could feel his strength and his concern.  “It is Neferet, isn’t it?” 
“It’s spiders.  Lots of spiders.”  I pointed at the cages. 
“Sounds like Neferet to me,” Damien said quietly as he joined us. 
“I’ll get the rest of the circle.” Aphrodite dropped her to-go cup and started jogging back to the bakery tent. 
“What’s the plan?” Stark asked, his eyes not leaving the ever-growing nest of spiders. 
“We protect what is ours,” I said.  Then I pulled my cell phone out of my pocket and tapped the name THANATOS.  She answered on the first ring. 
“Something has changed here.  I can feel the approach of death.”  The High Priestess didn’t raise her voice, but I could hear the tension thrumming through it. 
“Spiders are materializing in the Street Cats booth.  Lots of them.  I’ve called my circle to me.” 
“Neferet.”  She spoke the name solemnly, confirming my gut reaction.  “Invoke the protection of the elements.  Whatever the Tsi Sgili is materializing, we know it isn’t natural—so use nature to expel it.” 
“Will do,” I said. 
“I’ll begin the raffle and call the attention of the humans to the Warrior Tent.  They’ll be safest there.  Zoey, be as discreet as you can be.  It only serves Neferet’s purpose if today ends in panic and chaos.” 
“Got it.”  I hung up. 
“Are we circling?” Damien asked. 
“Yep.  We’re using our elements to get rid of this bug problem.”  I didn’t hesitate, nor did I wait for the rest of my circle.  While Stark looked on protectively, I took Damien’s hand.  He and I faced the kittens’ cages. 
“Air, please come to me,” Damien said. 
I felt the response of his element instantly.  “Focus it,” I told him. 
He nodded.  “Air, blow this Darkness away.” 
The wind, that had been almost teasingly lifting Damien’s hair, rushed from him, swirling around the nest of spiders and making them writhe angrily. 
Ladies and gentlemen, fledglings, and vampyres, this is Thanatos, High Priestess of Tulsa’s House of Night, and your hostess this evening.  I ask that everyone please make their way to the center of the campus and the silver-and-white Warrior Tent. Our raffle is beginning and you must be present to win.”
Thanatos’s voice over the loudspeaker sounded so normal, so principal-like, that it made the skittering nest of spiders seem even more abhorrent. 
“Oh, no, you don’t need to worry about the details,” Sister Mary Angela said as she was herding the young couple and their twin girls from her tent.  “My assistants will have the kittens all ready for you to pick up after the raffle.” 
“Why are the kids holding hands like that?” I heard one of the little girls ask. 
“Oh, I’m sure they’re just praying,” Sister Mary Angela said smoothly.  Then, over her shoulder, she told the half dozen or so nuns who had been running the booth, “Sisters, be sure the young people have the privacy they need for their prayers.” 
“Of course, Sister,” the women murmured, and with no questions or hesitations, they spread out, standing between us, their tent, the cat cages, and the rest of the campus, thus effectively creating a nun curtain between us and possible gawkers. 
Then Shaunee and Stevie Rae sprinted up with Aphrodite, burst through the nun barrier, and skidded to a halt, their eyes bugging wide at the seething mass of insects. 
“Ah, shit!” Shaunee said. 
“Ohmygoodness!” Stevie Rae pressed her hand over her mouth in distaste. 
“Neferet seriously makes my ass hurt,” Aphrodite said, grimacing at the spiders. 
“We need to get all the elements here and have them kick these spiders off campus,” I said.  “But we can’t make a scene.” 
“Yeah, ’cause Neferet would want to F everything up by causing a big ol’ scary scene and freaking out the humans,” Shaunee said.  “No worries, Z.  I’ll keep it on the back burner.”  She walked purposefully over to Damien, who held his hand out to her.  She took it and, staring at the mass of dark legs and pulsing bodies, said, “Fire, come to me.”  The air around us heated.  The beautiful black girl smiled and continued, “Heat ’em up, but don’t make ’em fry.” 
Fire did exactly as she asked.  There was no smoke or flames or fireworks, but the air around us got really warm and the mass of spiders twitched in obvious discomfort. 
I looked around, just then noticing that Shaylin hadn’t joined us.  “Where’s water?  We need Shaylin for the circle.” 
“She’s not back from the parking lot,” Stevie Rae said.  “I called her phone, but she’s not answering.” 
“Probably can’t hear it,” Damien said.  “There’s a lot going on out there.” 
“Okay, no problem.  I’ll stand in for water,” Aphrodite said.  “It won’t be as strong, but at least it’ll be a complete circle.” 
Aphrodite started to move to take Shaunee’s hand when Erin stepped through the nun barrier. 
“I knew a circle was going on!  I could feel it,” Erin said, and then she curled her lip at Aphrodite.  “You’re going to call water?  Ha!  You’re a piss-poor substitute for me—the real deal.” 
“You’re a real something, that’s for sure,” Aphrodite told her.  “But a deal isn’t it.” 
“I told you not to have anything to do with these pussies,” Dallas said, sneering at a nun who tried to keep him outside their barrier. 
“I know what you said, baby.” Erin sent him a flirty smile.  “But you know I gotta do what I gotta do.  And I’m not cool with water being left out of a circle.” 
Dallas shrugged.  “Whatever.  Seems like a waste of time to me.  Plus, why the hell are your idiot ex-friends circling during the open house?” His mean, sharp gaze narrowed, as if he had just realized what the nun barrier meant.  “Hey, just exactly what’s going on in here?” 
“We don’t have time for this,”  I snapped.  “Stark, get rid of Dallas, and be sure he stays shut up until the open house is over.” 
“Gladly!”  Smiling, Stark picked Dallas up by the back of his shirt and pulled him away from us and from the center of campus.  Dallas was struggling and cussing, but he was little more than a buzzing mosquito to Stark’s strength.  I turned to Erin.  “No matter what else has happened, you’re water and your element is welcome in our circle, but we don’t need any negative energy here—this is too important.”  I nodded to the spiders.  Erin’s gaze followed mine and she gasped. 
“What the hell is that?” 
I opened my mouth to evade her question, but my gut stopped me.  I met Erin’s blue eyes.  “I think it’s what’s left of Neferet.  I know it’s evil and it doesn’t belong at our school.  Will you help us kick it out?” 
“Spiders are disgusting,” she began, but her voice faltered as she glanced at Shaunee.  She lifted her chin and cleared her throat.  “Disgusting things should go.”  Resolutely, she walked over to Shaunee and paused.  “This is my school, too.” 
I thought Erin’s voice sounded weird and kinda raspy.  I hoped that meant that her emotions were unfreezing and that, maybe, she was coming back around to being the kid we used to know. 
Shaunee held out her hand.  Erin took it.  “I’m glad you’re here,”  I heard Shaunee whisper. 
Erin said nothing. 
“Be discreet,” I told her. 
Erin nodded tightly.  “Water, come to me.”  I could smell the sea and spring rains.  “Make them wet,” she continued.
Water beaded the cages and a puddle began to form under them.  A fist-sized clump of spiders lost their hold on the metal and splashed to the waiting pool. 
“Stevie Rae,” I said and held my hand out to her.  She took mine, then Erin’s, completing the circle. 
“Earth, come to me,” she said.  The scents and sounds of a meadow surrounded us.  “Don’t let this pollute our campus.” 
Ever so slightly, the earth beneath us trembled.  More spiders tumbled from the cages and fell into the pooling water, making it churn. 
Finally, it was my turn.  “Spirit, come to me.  Support the elements in expelling this Darkness that does not belong at our school.” 
There was a whooshing sound and all of the spiders dropped from the cages, falling into the waiting pool of water.  The water quivered and began to change form, elongating and expanding. 
I focused, feeling the indwelling of spirit, the element for which I had the greatest affinity, and in my mind I pictured the pool of spiders being thrown out of our campus, like someone had emptied a pot of disgusting toilet water.  Keeping that image in mind, I commanded:  “Now get out!” 
“Out!” Damien echoed. 
“Go!” Shaunee said. 
“Leave!” Erin said. 
“Bye-bye now!” Stevie Rae said. 
Then, just like in my imagination, the pool of spiders lifted up, like they were about to be hurled from the earth.  But in the space of a single breath the dark image reformed again into a familiar silhouette—curvaceous, beautiful, deadly.  Neferet!  Her features weren’t fully formed, but I recognized her and the malicious energy that radiated from her. 
“No!” I shouted. “Spirit!  Strengthen each of the elements with the power of our love and loyalty!  Air!  Fire!  Water!  Earth!  I call on thee, so mote it be!” 
There was a terrible shriek, and the Neferet apparition rushed forward.  It surged from our circle, breaking over Erin like a terrible black tide.  With the sound of a thousand skittering spiders, the specter fled through the main entrance of the school and then disappeared completely. 
“Holy shit.  That was seriously gross,” Aphrodite said. 
I was going to agree with Aphrodite when I heard the first, terrible cough. 
I felt the circle break before I saw her fall to her knees.  She looked up at me and coughed again.  Blood sprayed from her lips.  “Didn’t think it would end like this,” she rasped. 
“I’m getting Thanatos!” Aphrodite called as she sprinted away. 
“No!  This can’t be happening,” Shaunee said, dropping to her knees beside the already blood-soaked Erin.  “Twin!  Please.  You’ll be fine!” 
Erin fell into her arms.  Damien, Stevie Rae, and I shared a look, and then as one, we joined Shaunee as she held her friend. 
“I’m so sorry,” Shaunee sobbed.  “I didn’t mean anything bad that I said to you.” 
“It’s—it’s okay, Twin.”  Erin spoke slowly between wracking coughs as the blood bubbled in her throat and streamed crimson from her eyes and ears and nose.  “It was my fault.  I—I forgot how to feel.” 
“We’re here with you,” I said, touching Erin’s hair.  “Spirit, calm her.” 
“Earth, sooth her,” Stevie Rae said. 
“Air, envelope her,” Damien said. 
“Fire, warm her,” Shaunee spoke through her tears. 
Erin smiled and touched Shaunee’s face.  “It already has warmed me.  I—I don’t feel cold and alone anymore.  Don’t feel anything except tired . . .” 
“Just rest,” Shaunee said.  “I’ll stay with you while you sleep.” 
“We all will,” I said, wiping tears and snot from my face with the back of my sleeve. 
Erin smiled one more time at Shaunee, and then she closed her eyes and died in her friend’s arms.






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